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		<title>work in progr</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:19:25 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217; IDENTITA&#8217; DEI ROSOLINESI</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CANTIEREPERMANENTE</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; Identità dei Rosolinesi in Rosolini si riunisce e si raccoglie intorno alla splendida Piazza Garibaldi che ne è il cuore pulsante e palpitante. Recentemente ristrutturata ha mantenuto intatto il suo fascino che evoca un calore e un colore tutto siciliano. E&#8217; il simbolo di una Sicilianità, fatta di sole, di luce, di autorevolezza e di imponenza, in mezzo alla ordinaria quotidianità, con la Chiesa Madre di San Giuseppe che come una austera e possente Signora, amorevolmente e generosamente schiude  la Piazza ai Rosolinesi che ricambiano tale affettività con una profonda e sincera devozione. La Chiesa Madre è un autentico gioiello architettonico o meglio è  anche un autentico scrigno architettonico per via delle bellezze artistiche che custdisce all&#8217;interno. La Chiesa Madre è un gioiello per il suo prospetto che è stato realizzato in pietra calcare e che crea una combinazione ed anche una sintesi di vari elementi architettonici, ispirati all&#8217;arte greca, romana, rinascimentale ed infine barocca che si ritrovano e coincidono in un risultato armonioso, duttile e fluttuante pur  conservando sempre  un&#8217; anima ed una identità elegante e coerente. A conferma di ciò, il portale centrale ne impreziosisce la  facciata, oltre ai capitelli corinzi posti alla somminità delle colonne barocche e poi le vetrate e le due statue in pietra calcare, rappresentanti San Pietro e San Paolo, poste in alto ai due lati esterni ed infine il Campanile che invita e richiama allo slancio verso l&#8217; alto. Contemporaneamente la Chiesa Madre è  uno scrigno a partire dal pregevole organo che custodisce all&#8217; interno nella controfacciata e che fu costruito dal modicano Michele Polizzi nel 1789 e a questo si aggiunge l&#8217;antico fonte battesimale del 1713 e che si trova nella navata destra. Vicino al fonte battesimale si trova la statua lignea di San Giuseppe di ispirazione barocca e riccamente dipinta.</p>
<p>L&#8217;altare nell&#8217;abside è dedicato a San Luigi Gonzaga, Patrono di Rosolini mentre nella navata sinistra, porta calore e conforto la statua lignea dell&#8217; Immacolata ed inoltre la pala d&#8217;altare della Madonna del Suffragio, attribuita ad Olivio Sozzi ed al genero Vito D&#8217; Anna impreziosice ulteriormente. A questi tesori si aggiungono vari dipinti ottocenteschi come quelli di Gregorio Scalia,  di Francesco Presti,  di Beppe Assenza nel catino absidale e di Giuseppe Vizzini sull&#8217;arcone centrale per concludere con alcune tele di Orazio Spadaro.</p>
<p>Ma la Chiesa Madre di San Giuseppe rimanda e si ricollega spontaneamente  al Monastero della vistazione di Rosolini, noto più comunemente quale il Santuario del Sacro Cuore che rappresenta veramente ed intensamente il cuore pulsante e palpitante dei Rosolinesi. Questo amore che si trasforma in identità ed appartenenza, parte da lontano e si collega alle origini della Fondatrice Carmela Aprile, nata a Rosolini il 25 aprile 1878. Una vita di sofferenze e di patimenti la porteranno a ricevere il Sacramento  della Confermazione e a spendere nel 1907, ben 3 lire per acquistare l&#8217; attuale immagine del Sacro Cuore . Il sacrificio di tale acquisto è rimasto vivo e potente perchè questo è veramente il fulcro del Cuore dell&#8217; Identità dei Rosolinesi che continuano ad amarla e a venerarla, attraverso l&#8217; immagine indiscutibilmente carismatica ma anche profondamente umana e caritatevole quale è l&#8217; immagine del Sacro Cuore. La Festa che si celebra ogni anno nell&#8217; ultima domenica di settembre ricorda quell&#8217; evento, ma per tutto il resto dell&#8217; anno i Rosolinesi si rivolgono a Madre Carmela Aprile nello stesso modo con il quale ci si rivolge alla propria madre e Lei ricambia amorevolmente e ascoltando la sua gente ed anche in questa devozione si ritrova e si riconosce l&#8217; Identità dei Rosolinesi che corrisponde e consiste nella capacità di riconoscere e di sopportare il sacrificio finalizzato alla ferma volontà di migliorarasi e di evolversi continuamente, operando con amore e passione, tenendo sempre a mente la gratitudine, gli affetti e le proprie radici.</p>
<p>Ed  è esattamente in questo contesto che si sono aperti i Festeggiamenti del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini da parte dell&#8217; Associazione Rosolinesi in Siracusa, al fine di rafforzare la propria memoria e la propria identità attraverso il passato riportato e messo in luce nel presente e  contemporaneamente proiettato con lo sguardo verso il futuro.</p>
<p>1</p>
<p>Questa Identità e questa Appartenenza sono sentimenti saldi e duraturi che permangono anche nell&#8217; animo di chi è dovuto andare lontano da Rosolini. Basti citare in questo contesto il Maestro Giuliano Ovando Salemi Gugliotta che  è nato in Terra di Argentina  ed è colui che mi ha condotto  fino a Rosolini, attraverso il Circolo Italo – Siciliano di Santa Fe in Argentina. Michelangelo Salemi, il nonno di Giuliano Ovando era fra quelli che avevano dovuto abbandonare la loro Terra pur continuando a portarla dentro al proprio cuore per insegnare infine alle generazioni future di continuare ad amarla. E così è avvenuto ! Infatti anche nella Città di Santa Fe in Argentina si sono aperti i Festeggiamenti del 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini anche in collaborazione  con l&#8217; Associazione Rosolinesi in Siracusa. La Settimana dei Festeggiamenti in Santa Fe si è inaugurata con un collegamento che ha unito e coinvolto il Presidente dell&#8217; Associazione Rosolinesi in Siracusa, accompagnato dal noto e più che talentuoso regista Roberto Garay, anch&#8217; egli nato in Terra di Argentina ma con sangue siciliano che scorre nelle vene e che gli fa amare la Sicilia  in un modo esclusivo e priviligiato. Numerosi sono gli Eventi programmati e  in programma che si tengono e che si terranno in onore di questi Festeggiamenti, sia in Italia che in Argentina proprio per rimarcare e per rinsaldare le comuni origini che vengono proiettate dal passato nel futuro, attraverso il tempo presente e che inorgogliscono tutti coloro che da queste origini si sono formati, sviluppati e diramati. Gli stessi Festeggiamenti vengono ricordati ed apprezzati anche in Australia ed anche qui la Comunità Siciliana è una realtà importante, ben integrata nel territorio ma anche ben memore delle proprie radici, come dimostra la Presidentessa dell&#8217; Associazione A.L.I.A.S ( Associazione Italo – Australiana Scrittori )  Cavaliere Giovanna Li Volti Guzzardi che porta  vive nel cuore le proprie origini siciliane. E&#8217; un continuo girare attorno al mondo ma sempre e continuamente legati e tenuti insieme da un filo conduttore che parte e poi ritorna nel cuore di Rosolini, nel centro di Piazza Garibaldi e di fronte alla Chiesa Madre di San Giuseppe con il Sacro Cuore della Fondatrice Carmela Aprile che continua a pulsare dentro ad ogni Rosolinese.</p>
<p>Sempre in occasione del 300°Anniversario della Fondazione di Rosolini, è stato realizzato un Calendario esclusivo, realizzato dal Comitato “ Rosolini 2012 “ e dall&#8217; Archeoclub.</p>
<p>La data 2012 corrisponde alla data del Compleanno  della Città che precisamente ricorrerà nel primo giorno di agosto. Infatti la Città di Rosolini sorse amministrativamente nel XVIII secolo e per l&#8217; esattezza proprio il 1° agosto 1712 quando Don Francesco Moncada D&#8217; Aragona, Principe di Larderia e di Rosolini, sposato con Donna Eleonora Platamone ottenne, con “la licentia edificande “ a firma di Don Carlo Antonio Spinola, il potere di “ costruire il Popolo di Rosolini “.</p>
<p>Si stabilirono in Rosolini numerose famiglie provenienti la maggior parte dalla vicina Spacca forno (oggi Ispica), allora ricca di 9732 anime, allettate dalle immunità e dalle concessioni enfiteutiche che prometteva il Principe di Larderia, e ciò fu assodato dagli atti ricevuti dal primo notaro di Rosolini, Francesco Salerno a cominciare dal 19 giugno 1731 ove si legge che i contraenti sono tutti naturali di Spacca forno; ne vennero pure da Siracusa e alcuni da Modica. Dalla fusione dei dialetti di tutte queste persone, si è formato l’attuale dialetto rosolinese.</p>
<p>Dunque Rosilini fin dalle sue origini è stato fulcro di popolazioni in movimento che qui hanno creato e generato il loro baricentro, lasciando la medesima traccia indelebile sia sulla terra  che sul cuore.</p>
<p>E la Storia attraverso lo scorrere dei secoli, lo ha ampiamente dimostrato.</p>
<p>La Storia dei Rosolinesi in Siracusa è la Storia di gente che dal di qui è partita per poi ritornare e riportare nella propria Terra tutto ciò che si è realizzato nel mondo, tanto o abbastanza o anche poco che sia stato ma sempre con la medesima passione, realizzato. Similmente e contemporaneamente chi dal di qui partiva per le strade del mondo, metteva e portava in valigia la propria Terra del cuore. La Città di Rosolini dunque come un&#8217; anima ferma e salda in continuo movimento.</p>
<p>Infatti l&#8217; emigrazione a Rosolini come in tutto il resto della Sicilia si è svolta in diverse fasi.</p>
<p>2</p>
<p>1)      Lo studio dell&#8217; emigrazione in Sicilia che può essere verificato e confermato attraverso la consultazione dell&#8217; opera I.S.T.A.T. “ Popolazione residente e presente nei Comuni ai censimenti dal 1860 al 1961” è molto interessante pur con tutta la sua complessità</p>
<p>Il movimento migratorio a Rosolini si è svolto principalmente in tre fasi :</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1)      I°      fase   dal  1880   al 1913</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2)      II°    fase   dal 1920    al 1940</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3 )  III°   fase   dal 1943   al 1945</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il movimento ha fatto registrare valori assoluti rilevanti, evidenziando quindi vastissime correnti di migrazione che inevitabilmente sono andate ad influire, variando  di conseguenza e continuamente i numeri circa la densità della popolazione locale che attualmente si concentra sulla cifra  numerica di 21.000 abitanti.</p>
<p>Mentre in passato le cifre esprimevano numeri differenti quali :</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Popolazione    nel 1880            -     7000  abitanti       con     840   migrati   mediamente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“         “       nel 1900            -     9000   “    “           con   1080    “    “               “</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“         “       nel 1910            -  10.800   “    “           con   1296   “     “               “</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“         “       nel  1937           -  12.000   “    “            con  1440   “      “              “</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“         “       nel   1940          -   16.000  “    “            con   1920  “      “              “</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre è opportuno aggiungere  che l&#8217; emigrazione nelle Colonie ( Libia, Eritrea, Somalia e Impero ) avvenne negli anni 1920 – 1940 con uno spostamento di individui che ruota intorno ai seguenti n umeri ;  da 1440 a 1920.</p>
<p>Successivamente nel periodo del secondo dopoguerra  ( 1945 – 1980 ) lo spostamento verso Germania, Francia, Svizzera, Venezuela ed Australia ha coinvolto circa 5.000 individui l&#8217; anno, con flussi diversi di andata e di ritorno.</p>
<p>Questa ordinanza sulla Popolazione dei Rosolinesi si trova presso il Presidente dell&#8217; Associazione Rosolinesi in Rosolini ed è stata scritta e redatta dal Dott. Giovanni Savarino in data 8 dicembre 1988.</p>
<p>Per quanto riguarda la Lingua sia parlata che scritta, in tutti questi anni Rosolini ha conservato il proprio idioma come espressione della tradizione, che è il dialetto che hanno parlato i  progenitori e che continua ad indicare le peculiarità storiche, etniche e  linguistiche di questo  Popolo, dando inoltre come certa la condizione che  la Lingua Italiana  è l&#8217; unica che unisce e rappresenta la Lingua ufficiale della Patria. L&#8217; Identità dei Rosolinesi è dunque relativamente recente ma si collega e si intreccia con radici ben più antiche.</p>
<p>I Rosolinesi hanno paricolarmente  a cuore il valore di volere conservare e tramandare anche il patrimonio culturale linguistico e alcuni di loro si dedicano con impegno e competente approfondimento allo studio ed alla genesi e anche alla evoluzione della Lingua locale e fra questi una nota di grande merito va allo studioso Egregio Signor Faraone Federico che pur risiedendo  in Milano continua con impegno e profonda dedizione a studiare e a divulgare la conoscenza della Lingua parlata e scritta dalla gente di Rosolini.</p>
<p>3</p>
<p>Inoltre la Città di Rosolini è nota anche con la definizione di “ Città del Carrubo “ Il nome della Città deriva da più linguaggi dei diversi popoli che si succedettero nella dominazione della Sicilia e che chiamarono queste Terre con il nome latino “ Rus Elinorun “ che indicava il Territorio di Eloro, antica Colonia Siracusana del VII secolo a. C. Infatti la Città si presenta ricca di diversi siti archeologici antichi e di cave risalenti alla dominazione greca- romana.</p>
<p>Particolarmente importante è il sito archeologico che si trova nella zona rurale di Rosolini detta  Stafenna che consiste in un affascinante complesso di ipogei paleocristiani che unisce alla bellezza anche un grande valore sia storico che culturale.</p>
<p>Al valore ed all&#8217; importanza del complesso di Stafenna, si aggiunge anche tutta la bellezza del tratto di macchia mediterranea situato all&#8217; interno di Cava Pirainito e che è attraversato da un piccolo torrente che lungo il suo percorso, regala  a tutti coloro che si lascieranno rapire dall&#8217; incanto, effetti speciali generati da spettacolari cascate.</p>
<p>La Città di Rosolini sorge ina una splendida zona collinare posta a 154 mt.  sul livello del mare e la campagna circostante è adibita alla coltivazione di agrumi, mandorli, ulivi e carrubi appunto. Rosolini infatti è situata nella Sicilia sud – orientale, all&#8217;interno della Provincia di Siracusa, conta circa 20.000 abitanti e si basa su una economia prevalentemente agricola abbinata ad una raffinatezza artistica ed intellettuale come testimoniano alcuni Illustri Rosolinesi sia del presente che del passato, fra i quali il Notaio Faustino Maltese che come precisa il Signor Corrado Di Stefano che è il Presidente dell&#8217; Associazione Rosolinesi : “ Finalmente si comincia a parlare delle persone illustre di Rosolini. L&#8217;università di Toronto ha pubblicato gli atti e memorie della Società Siciliana &#8211; La storia Patria di Palermo- Il questa Società faceva parte, nella terza classe, il Notaio Faustino Maltese di Rosolini. Le memorie storiche sulle origini di Rosolini furono approvate nella seduta consiliare del 10 luglio 1901.(vedi: Università di Toronto- Full text of &#8220;Atti e memorie&#8221; da pag. 172 a pag.216) “. Fra le molteplici inizitive per il 300° Anniversario della Fondazione di Rosolini, si terrà anche un convegno internazionale sulla figura dell&#8217; Illustre Notaio Faustino Maltese per il suo pregevole impegno di storico e di etnoantropologo.</p>
<p>Un&#8217; altra figura  Rosolinese di rilevante importanza e spessore è quella della studiosa e scrittrice Ignazia Iemmolo Portelli che nel suo libro “ Così ri casa nostra. Il mondo rosolinese nei canti e nei detti popolari “ edito da Siciliano nel 2010, ha contribuito a mantenere vivo nel presente quel che fu vivo nel passato, attraverso una raccolta ampia ed esatta dei numerosi detti e dei canti che contribuirono a  creare e a formare l&#8217; Identità dei Rosolinesi  lungo lo scorrere del tempo e affidando così alla carta stampata delle pagine, l&#8217; importante impegno di conservare e di tutelare la memoria collettiva circa le proprie origini.</p>
<p>La Città di Rosolini che dista circa 50 Km dalla Città di Siracusa che fu la patria di Archimede è una Città ancora oggi ricca di menti fervide che sanno eccellere  sia individualmente che collettivamente in diversi settori della vita. Infatti Rosolini coltiva ed ha anche un&#8217; anima ed una sensibilità artistica intrinseca in sé.</p>
<p>Infatti un&#8217; altra figura  Rosolinese di rilevante importanza la si può trovare nell&#8217; Illustre Dott. Antonino Odierna, nato in Rosolini nel 1936  che dopo avere conseguito prestigiosi Titoli Accademici presso la Pontificia Università Lateranense in Roma e presso l&#8217; Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano ha dedicato l&#8217; intera vita all&#8217; impegno nello studio e nell&#8217; insegnamento con profanda dedizione e con autorevole comptenza. Fra le sue opere è di particolare rilievo la pubblicazione  “ Venerabilis Mater Ecclesia – Rosolini . Memoriale Archivistico. Documenti – Testimonianze. 1712 – 2007 “ Edito da Grafiche Santocono – Editore.</p>
<p>Un altro importante contributo giunge dal Dott. Giovanni Savarino il quale è  stato colui che con le sue ricerche e con i suoi scritti ha maggiormente contribuito a fare conoscere la Storia di Rosolini a diverse generazioni di Rosolinesi. Nel suo opuscolo, redatto in occasione dell&#8217; evento- ricorrenza</p>
<p>“Rosolini nel 270° Anniversario della Fondazione “, egli scrive : “ il tempo eterno mugnaio, macina piano, ma continuo”. La vita di ogni generazione e di ogni suo componente si consuma senza tregua, inesorabilmente e solo certi sentimenti resistono, quali : l&#8217;amicizia,l&#8217; amore per il focolare domestico, per i propri cari e per il cimitero in cui sono seppelliti.</p>
<p>4</p>
<p>Ma la Città di Rosolini ha un cuore palpitante non solo per tutto ciò che riguarda la Religiosità che qui è fortemente percepita e perseguita, infatti il cuore qui pulsa e palpita anche per molti altri aspetti culturali ed artistici.</p>
<p>A conferma di ciò la Città di Rosolini ha visto nascere molte Radio libere a metà degli anni &#8217;70 e fra queste alcune sono rimaste attualmente in attività, fra le quali Radio RAM ( Radio Audizioni Mediterranee ) e molte sono le persone note che hanno trasmesso da questa emittente, tra le quali Luigi Meli e Gigi Perricone ( ex Direttore ). Gli attuali Direttori sono Giuseppe Moncada ( proprietario e fondatore ) e Giuseppe Lorefice ( Direttore del Radio Giornale ).</p>
<p>Un&#8217; altra importante emittente locale è rappresentata da Radio Noi  che fu tra le prime Radio libere sorte in quel periodo.</p>
<p>Radio Noi nacque nell&#8217; estate del 1983, con la sua prima sede  che era ubicata inizialmente in via Roma, successivamente ed inseguito al grande successo ottenuto, la sede di Radio Noi venne  trasferita all&#8217; angolo di via Campanilla con la via Bellini. La fondarono all&#8217; epoca 4 ragazzi : Corrado Armeri, Peppuccio Di Rosolini, Giovanni Cicciarella e Giovanni Carbonaro. Attualmente Radio Noi collabora  con RAI e MEDIASET per il settore giornalistico e le sue diverse sedi sono dislocate a Pozzallo, Ragusa, Ispica e Modica, dove raggiunge un alto indice di ascolto. E nuovamente si rivela essere di acciaio il filo conduttore che lega ed unisce il passato al futuro, attraverso il presente.</p>
<p>A tale proposito nuovamente se ne trova conferma nella figura dell&#8217; Illustre Signor Luigi ( Gigi ) Perricone che dalla Radio, arrivò alla carta stampata,  fondando il giornale “ Il Corriere Elorino “.</p>
<p>Dunque questo luogo è ricco di vita passata che vuole essere ricordata e valorizzata nel presente, mirando parallelamente allo sviluppo nel mondo proiettato anche nel futuro perchè questa è l&#8217; anima intima della Città che pur espandendosi ed allontanandosi dal suo nucleo centrale non vuole e né riesce mai ad alienarsi da sé e anzi più si allontana e in realtà più si avvicina alla propria identità, alla propria appartenenza ed alla propria passionalità. E&#8217; un luogo assolutamente da visitare, da conoscere e da scoprire ed anche da riscoprire. Nel cuore della Sicilia, fra incanto, magia, arte, cultura, storia e gente ricca di passione e di calore che è simile al calore del sole che qui risplende più giallo e luminoso che mai.</p>
<p>Fra le innumerevoli e tutte prestigiose pubblicazioni sulla Città e sull&#8217; Associazione va segnalata la pubblicazione “ In ricordo del 150° Anniversario dell&#8217; Unità d&#8217; Italia  ( 1861 – 2011 ) e del XII ° Anniversario della Fondazione Associazione Rosolinesi in Siracusa ( 1999 – 2011 ) dove il passato ed il presente si uniscono in un tutt&#8217;uno creato da un insieme di bellissime fermo- immagini che raccontano la vita della gente di Rosolini che è capace sempre e comunque di distinguersi, su spazi sia a livello locale che globale.</p>
<p>Inoltre la Città di Rosolini sa essere attiva ed attenta sul piano culturale, artistico ed intellettuale non solo di fronte alle date importanti che rievocano Anniversari importanti, quali il 150° dell&#8217; Unità</p>
<p>d&#8217; Italia e il 300° della Fondazione Rosolinesi in Siracusa, ma anche durante tutto l&#8217; anno la Città si impegna nella realizzazione di varie iniziative che riescono a coinvolgere Scuole, Istituzioni, Enti locali e Volontariato. Fra queste riscuote una certa risonanza il Concorso Letterario “ Il Racconto “, ideato dal Prof. Corrado Calvo e organizzato dal Comune di Rosolini che riesce a richiamare scrittori e partecipanti da tutte le Regioni d&#8217; Italia. La manifestazione è biennale e si avvale di una competente Giura locale che viene poi presieduta di volta in volta, da una illustre personalità del mondo della cultura sul piano nazionale.</p>
<p>Per quanto riguarda invece le attività teatrali è presente ed è molto attiva l&#8217; Associazione locale</p>
<p>“Gruppo CAST “ che attraverso l&#8217; impegno e la passione dei suoi attori, parte dei quali sono dilettanti, riesce sempre a riscuotere consensi da parte di vaste platee anche al di là dei confini Rosolinesi.</p>
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<p>Gli attori propongono commedie in Lingua e dialetto locale. Di recente è stata realizzata una Tournèe in Argentina proprio per mantenere  e rinsaldare i legami con la Terra d&#8217; origine e per fare sentire vicini anche coloro che sono lontani da Rosolini.</p>
<p>Per le attività Musicali, la Città di Rosolini vanta una propria Banda Musicale, denominata con orgoglio “ Vincenzo Bellini “ che vanta antiche e prestigiose tradizioni. La Banda Musicale ha riscosso sempre ampi consensi durante le diverse Tournèe Siciliane, raggiungendo anche ottime posizioni e collocamenti nei Concorsi Nazionali. Di recente è sorta anche una “Corale Cittadina “, diretta dal Maestro Emanuele Calvo che vanta un ampio repertorio che va dalla Musica Polifonica cinquecentesca ai Gospels e agli Spirituals fino ad arrivare alla Musica più attuale dei nostri giorni.</p>
<p>Ma la Città di Rosolini sa e vuole essere anche anche giovane musicalmente parlando ed ecco quindi che l&#8217; ARCI ha ideato il “Sikula Reggea Festival “ che costituisce un momento di incontro e di ritrovo per i giovani che qui provengono da tutte le parti d&#8217; Italia e anche dall&#8217; Estero.</p>
<p>A queste attività e manifestazioni di carattere artistico, se ne aggiungono altre di carattere storico ed archeologico, come quelle proposte dal Gruppo di Studi “ Le Timpe “ che è costituito da volontari appassionati che oramai da anni svolgono studi attenti e specifici sul Territorio che qui si rivela essere quanto mai ricco di informazioni e nozioni circa le tracce che i  secoli passati hanno lasciato su queste Terre, così ricche di Storia e di eventi antichi. Anche la sezione locale dell&#8217; Archeoclub è molto attiva  in tal senso, proponendo durante l&#8217; anno, interessanti e varie manifestazioni mirate e finalizzate alla valorizzazione del territorio.</p>
<p>Ed il territorio di questi luoghi è veramente ricco di tesori antichi e moderni da scoprire e da ammirare come la “ Cava Paradiso “ che permette di immergersi in una macchia verde dagli effetti speciali e celestiali che porta e trasporta in atmosfere magiche e rilassanti e confortanti che arrivano dritte al cuore. Un vero tuffo nel profondo della natura più verde e verdeggiante che si possa immaginare e sono molti i luoghi incantati di queste zone, fra i quali “La Cava Prainito “ che è lunga circa 13 km e che viene così chiamata perchè qui scorre il “ Torrente Prainito “ che è un affluente destro del Fiume Tellaro e si trova lungo la strada provinciale che da Rosolini porta a Modica. Per circa 4 km lungo il suo corso, il torrente forma particolari laghetti e cascatelle che si intrecciano con la fitta vegetazione dando così origine e vita a scenari incantati e magici che fanno sentire chiunque si addentri in questi paesaggi, come se fosse in Paradiso appunto ed infatti questo tratto che si dirama per circa 4 km , viene specificatamente nominato : “ Cava Paradiso “.</p>
<p>Qui la natura è rimasta intatta ed incontaminata, quasi fosse un angolo assestante con una vita ed una vegetazione proprie che la caratterizzano e la distinguono dalle altre zone naturali dell&#8217; Isola.</p>
<p>La  “Cava Paradiso” infatti offre e regala a chiunque voglia addentrarvisi una vegetazione particolare e diversa, costituita da: platani, pioppi, lecci, carrubi, canne americane, oleandri, palme nane e diverse altre speci di piante erbacee. Non da meno è la fauna che  qui trova un giusto e piacevole habitat, sia all&#8217; interno del verde della vegetazione che all&#8217; interno dell&#8217;azzurro delle acque del torrente.</p>
<p>Fra le ricchezze che la “Cava Paradiso” offre, vi sono anche quelle di carattere storico ed archeologico, in quanto qui sono rimasti i segni che le civiltà antiche del passato hanno lasciato, fra le quali: la civiltà Paleocristiana e quella Castellucciana. Vi sono però anche tracce di civiltà più recenti come si può riscontrare da grotte, scalinate scavate nella roccia, grotte tombali, canali di irrigazione ed anche un mulino ad acqua ( unico nel suo genere perchè era azionato da una ruota orizzontale ) che qui raccolti e riuniti vogliono raccontare ai posteri quel che fu.</p>
<p>A proposito di ricchezze che caratterizzano La Città di Rosolini con i suoi dintorni, va sottolineato che qui Arte, Storia,  Religiosità, Cultura e Natura convivono armoniosamente e generosamente e così la Città che trova il suo fulcro e la sua identità nel “ Sacro Cuore “ di Madre Carmela Aprile, similmente riconosce un proprio fulcro ed una propria appartenenza anche nel “ Carrubo “ che recentemente ed in seguito alla delibera di giunta n. 225 del 27- 10 -2011 è stato affiancato al nome della Città che così viene identificata :&#8221;DENOMINAZIONE &#8220;COMUNE DI ROSOLINI &#8211; CITTA&#8217; DEL CARRUBO&#8221; IN AGGIUNTA ALLA GIA&#8217; ESITENTE &#8220;CITTA&#8217; DI ROSOLINI &#8211; CITTA&#8217; DEL SACRO CUORE&#8221;.</p>
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<p>Il “ Carrubo “è una pianta nativa delle zone orientali del Mediterraneo e numerose sono le attestazioni che si possono riscontrare nei testi Micenei circa la sua importanzsa economica. Inoltre la “ Carruba “ veniva utilizzata nell&#8217; Antico Egitto per alimentare il bestiame e per prepare uno specifico tipo di vino. E fu sempre la “ Carruba “ che costituì i pasti ascetici di San Giovanni Battista nel deserto ed anche quelli del Figliol prodigo, nel tempo in cui si ridusse a fare il guardiano di porci. La pianta del Carrubo fu diffusa dai Greci in Italia e poi anche dagli Arabi sulle Coste del nord Africa ed in Spagna. Il perdurare dell&#8217; importanza economica legata a questa pianta e  particolarmente riferita alla Terra di Sicilia è stata attestata anche dalle parole scritte del geografo arabo Idrisi ( XII secolo ).</p>
<p>Non solo i frutti ma anche i semi del Carrubo hanno avuto la loro importanza nella Storia quando venivano utilizzati come unità di misura ponderale molto ridotta</p>
<p><em>caràto</em>, infatti, deriva dall’arabo<em>qīrāt</em>, a sua volta dal greco <em>keràtion</em> (piccolo corno, carato), diminutivo del <em>keras</em>di.</p>
<p>Tutto ciò perchè si riteneva che i semi del Carrubo avessero un peso estremamente uniforme ( circa 1 / 5 di grammo). Va inoltre aggiunto che la farina di carrube non contiene glutine ed è perfettamente tollerabile dai celiaci. Inoltre sono molteplici le virtù di questa pianta e fra queste vi sono quelle custodite anche nei suoi bacelli che si rivelano particolarmente idonee per la regolazione delle funzioni intestinali.</p>
<p>Lungo il ,percorso sul quale si dispiega la “Cava Paradiso” oltre alla pianta di Carrubo e oltre ad altre piante di particolare bellezza e valore, si snodano qui un insieme di luoghi di significativa rilevanza che contribuiscono nella volontà di narrare del passato per continuare a mantenerlo in vita nel presente. Fra questi luoghi  vi è la “ Sorgente delle povere donne “che consiste nella piccola fonte dalla quale ha inizio il torrente “ Prainito “e che è lo stesso che lungo il percorso da origine ai meravigliosi laghetti e cascatelle. Molto probabilmente il nome deriva dalle Donne che qui custodivano i beni dei loro uomini, fra i quali loro stesse, celandosi e riparandosi in questo luogo , quando i loro uomini si allontanavano. Sempre lungo il percorso si trova la Chiesa Bizantina che è una chiesa rupestre caratterizzata all&#8217; interno da un ampio locale circolare che comunica con due ambienti più piccoli. Recentemente sono stati avviati qui dei lavori di restauro che lasciano ben sperare nella possibilità di riportare alla luce interessanti scoperte archeologiche. Un altro luogo di particolare bellezza è la “ Grotta dei cento cavalli “ così chiamato in quanto la grotta riusciva a contenere circa 100 cavalli, divenendo così in tempi più remoti anche un &#8216; unità di misura circa la superficie.</p>
<p>La Città di Rosolini come pure i suoi dintorni richiamano continuamente ad un dialogo con il passato, un dialogo che rimane aperto al presente e che ha in sé un desiderio quanto mai vivo di narrarsi e di rivelarsi e questa caratteristica così specifica appartiene e contraddistingue tutta la splendida Isola di Sicilia e si riassume magnificamente nei sublimi scritti del grande genio germanico Wolfang Goethe ( 1749 -1832 ) che qui in Sicilia lasciò veramente il suo cuore : “ Avere veduto la Sicilia è un bene incrollabile per l&#8217; intera vita mia. L&#8217; Italia, senza la Sicilia, non lascia alcuna immaginazione nell&#8217; anima ; qui è la chiave di tutto “ (1787 ).  Oggi si potrebbe affermare che Goethe sarebbe un ottimo sponsor perchè pochi uomini sono e sono stati dotati di un tale genio ed ingenio così fortemente caratterizzato da un profondo e completo senso estetico, sotto il profilo  sia umano,  che filosofico e letterario.</p>
<p>Similmente all&#8217; Illustre Goethe, si espresse anche il celebre scrittore francese Stendhal (nome de plum di Marie Henri Beyle / 1783 – 1842 )), amante dell&#8217; Arte ed appassionato dell&#8217; Italia dove visse a lungo che dichiarò in tal modo  e per iscritto, tutto il proprio amore per la Terra di Sicilia : “ Non sono un naturalista e conosco mediamente il greco, il mio principale fine venendo in Sicilia non è stato dunque di osservare i fenomeni dell&#8217; Etna o chiarire in qualche modo a me stesso e agli altri, quanto gli antichi scrittori greci hanno detto sulla Sicilia. Ho cercato innanzitutto il piacere degli occhi che in questo singolare paese è assai vivo. Dicono che la Sicilia somigli all&#8217;Africa, certo somiglia all&#8217; Italia solo per l&#8217; intensità delle sue passioni. “</p>
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<p>E&#8217; sorprendente contastare quanto risulti essere del tutto simile la valutazione e l&#8217; opinione sull&#8217; Isola di Sicilia sia da parte del celebre scrittore francese che da parte del grande genio germanico.</p>
<p>Immaginando per un  solo istante di essere dunque in viaggio con Goethe  e con Stendhal attraverso le numerose meraviglie custodite nella Terra di Sicilia, dal verde incantato e capace di incantare della “ Cava Paradiso” ritorniamo indietro nel nostro percorso esplorativo e ritorniamo laddove è custodita e collocata l&#8217; Identità dei Rosolinesi e ci ritroviamo quindi nuovamente nella splendida Piazza Garibaldi che di tale Identità ne è il cuore pulsante e palpitante.e da qui ci addentriamo nel centro urbano della Città.</p>
<p>La Città di Rosolini si sviluppò urbanisticamente sulla balza rocciosa sopra il “Castello”dei Platamone ma  in seguito al potente terremoto che la travolse completamente nell&#8217; anno 1693, fu poi ricostruita in stile tardo-barocco che le permise di conservare un fascino antico, dovuto all&#8217; utilizzo di pietre calcaree facilmente erodibili e modellate nel tempo  dagli agenti atmosferici. Benchè la Città di Rosolini si trovi inevitabilmente a rapportarsi alle due seducenti Città vicine che sono Noto e Modica, si può affermare che anche Rosolini può offrire ed esibire con orgoglio e vanto le proprie bellezze. Gli edifici di maggiore interesse qui a Rosolini risalgono all&#8217; Ottocento quando l&#8217; Arte degli “ Scalpellini”(Scultori ritenuti minori all&#8217; epoca pur essendo artisticamente validi) raggiungeva livelli  espressivi di pregevole qualità. Gli Scalpellini di Rosolini erano ricercatissimi e dalla bravura del loro ingegno e delle loro mani sono sorti molti dei numerosi edifici barocchi che similmente a gioielli di raffinato valore, oggi si possono ammirare in tutta la Val di Noto. Un tipico esempio  di grande bellezza e di notevole suggestione artistica lasciata in eredità dai Maestri Scalpellini è rappresentato in Rosolini dal Cimitero Monumentale, recentemente risatrutturato e qui  di nuovo si ritrova  il filo conduttore che lega e tiene uniti i tempi diversi e le epoche diverse perchè proprio il Dott. Giovanni Savarini, all&#8217; interno del suo opuscolo per il 270° Anniversario della Fondazione di Rosolini, aveva dichiarato e lasciato scritto che : “La vita di ogni generazione e di ogni suo componente si consuma senza tregua, inesorabilmente e solo certi sentimenti resistono, quali : l&#8217;amicizia,l&#8217; amore per il focolare domestico, per i propri cari e per il cimitero in cui sono seppelliti.”</p>
<p>Nella Città di Rosolini è insito un profondo senso di Religiosità e così oltre alla Chiesa Madre di San Giuseppe che costituisce il fulcro e l&#8217; immagine della Città, troviamo collocata sulla principale via Sipione la Chiesa del SS. Crocifisso, costruita per la prima volta subito dopo il terremoto del 1693 che era intitolata al SS. Sacramento. La seconda costruzione avvenne nel 1728, successivamente fu di nuovo abbattuta nel 1929 per essere infine di nuovo costruita nel 1935 in stile gotico – moresco. All&#8217; interno vi è custodita la Croce Santa del XV secolo.</p>
<p>Inoltre in via San Francesco si trova la Chiesa del Sacro Cuore Immacolato di Maria, un tempo dedicata a San Francesco, da cui prende il nome l&#8217; omonima via.</p>
<p>In via Bellini troviamo una piccola Chiesa a mononavata dedicata a Santa Caterina che di recente è stata modificata in una nuova struttura con un&#8217; architettura contemporanea che si affaccia sulla Città, dominandola dalla via Sipioni. Ma Rosolini non solo nelle Chiese rivela il proprio valore , perchè anche attraverso i Palazzi manifesta la propria Identità e fra questi ve ne sono alcuni di rilevante bellezza e importanza. Fra questi : il Palazzo Savarino del XVII secolo, costruito dall&#8217; omonima famiglia a metà del &#8217;700 su modello tipologico di importazione spagnola e si trova ubicato tra via Micieli e via San Francesco. Poi vi è Palazzo Criscione che domina sulla salita di via Roma.</p>
<p>E poi ancora Palazzo GSM, così denominato per via della sigla riportata sulla lunetta in ferro battuto sul portone centrale. Di stile neoclassico è stato realizzato tra la fine del &#8217;700 ed i primi anni del &#8217;800 ed è situato in via Galileo Galilei. E poi ancora Palazzo Sipione di architettura tardo – barocca che fu fatto costruire dal Barone Don Vincenzo Sipione tra la fine del &#8217;700 ed i primi del &#8217;800 e Palazzo Giunta Cartia, costruito in stile eclettico che presenta particolari tardo-barocchi e neogotici.</p>
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<p>Fra Chiese e Palazzi si distingue e contraddistingue lo scorrere del tempo con la Torre dell&#8217; Orologio che è situata all&#8217; apice di Palazzo Santacroce Sipione Ignaccolo, ubicato nella centrale Piazza Garibaldi. Nel 1700 al posto dell&#8217;orologio, vi era collocata qui un&#8217;altra torre, ma di legno, sulla cui base era posta la gogna, simbolo di una giustizia severa ed implacabile.</p>
<p>La Città di Rosolini, così specifica  nella e della propria Sicilianità, riporta alla mente un&#8217; altra celebre osservazione del noto scrittore francese Guy de Maupassant ( 1850 – 1893 ) : “ La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito, la cui aria in primavera è tutta un profumo&#8230;&#8230;.ma quel che ne fa una terra necessaria  a vedersi e unica al mondo, è il fatto che da un&#8217; estremità all&#8217; altra, essa si può definire uno strano e divino museo di architettura “. Dietro a questa affermazione del noto scrittore Guy de Maupassant che è anche una chiara e convinta  constatazione si colloca un vero gioiello di architettura che è la Basilica  ipogeico rupestre del V° secolo a. C., situata all&#8217; interno del “ Castello Platamone “ che rimane completamente scavata nella “ timpa” ( roccia calcarea ). Ha un impianto a tre navate e si continua a narrare, pur in assenza di documenti storici che ne accertino</p>
<p>l&#8217; autenticità, che qui, durante il suo cammino, si sia fermato a predicare San Paolo e che San Marziano vi celebrò i Sacri Misteri. Questo sito rappresenta il cuore storico della Città e testimonia la profonda Religiosità che caretterizza la Comunità di Rosolini. Questo luogo merita di essere visitato per la sua singolarità, infatti si tratta della balza rocciosa da dove ha iniziato a svilupparsi l&#8217;originario impianto urbanistico di Rosolini, in un periodo che parte dal 1485 per giungere fino al 1712 e qui è stata edificata la Basilica ipogeico rupestre. La sua attuale configurazione evidenzia un progetto da parte degli abitanti di un borgo di allora che certamente nell&#8217; alto Medioevo dovette svilupparsi su quella balza, che riutilizzò ipogei catacombali cristiani preesistenti, inglobandoli nella realizzazione della Basilica a tre navate. La navata centrale è lunga  m.17,60 e larga m. 6,50 e si conclude con una bella apside a pieno centro, larga m. 3,74 dimezzata e comunicante con il vano di una tomba a baldacchino. Le otto campate di archi a tutto sesto poggianti su robusti pilastri, le tombe ad arcosolium, contribuiscono a rendere la Basica ancor più suggestiva in tutta la complessità della sua struttura architettonica. Dal 1485 essa fu inglobata nel Castello che il Casato dei Platamone iniziò a costruire nel 1673 ,in coincidenza del loro essere divenuti Principi di Rosolini e che ultimò nel 1606.</p>
<p>Recentemente all&#8217; interno della Città sono stati effettuati importanti interventi di ristrutturazione fra i quali quelli del Cimitero Comunale e quelli riguardanti i Plessi scolastici e sono stati completati i lavori di risanamento viario e di riqualificazione del Centro storico ed anche questo operato si rivela essere un atto e un fatto di forte  volontà da parte della Città di mantenere vivo ed attivo il legame fra il passato ed il presente, gurdando contemporaneamente al futuro. Ma le meraviglie di Rosolini sembrano davvero essere infinite, infatti oltre alla Storia, alla Cultura, alla Religiosità, all&#8217; Arte e alla Natura , qui a Rosolini si può ammirare anche il mare, uno splendido mare, a soli pochi Kilometri dal suo Centro storico. Rosolini è capace di offrire anche le bellezze del mare, con le affascinanti distese di sabbia,  sotto ad un tipico sole giallo, aperto e luminoso, infatti questi sono i luoghi ripresi nei famosi films del “ Commisario Montalbano “, così sapientemente raccontati nei suo romanzi dal grande scrittore  siciliano Andrea Camilleri.</p>
<p>Ed una delle sue sagaci espressioni circa la Sicilia e la Sicilianità spiega perfettamente come e cosa è questa splendida Isola nei nostri giorni attuali : “Rispetto alla natura, la gente è ancora più complessa e variegata. Il bello della Sicilia è la scoperta quotidiana di Siciliani sempre diversi. Chiudere il Siciliano in un luogo di tanghero scostante è un errore grosso. Certo che esiste un Siciliano di questo tipo, ma c&#8217;è anche il sangue di tredici dominazioni. Credo che oggi noi Siciliani, abbiamo l&#8217; intelligenza e la ricchezza dei bastardi, la loro vivacità ed arguzia. “</p>
<p>E la tela che Camilleri dipinge con le sue espressioni risulta essere veramente coerente e perfetta.</p>
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<p>La Città di Rosolini, insieme a Noto, Avola, Siracusa, Marzamemi, Portopalo di Capo Passero, Pachino, Riserva di Vendicari, Cavagrande e del Plemmirio, Modica, Pozzallo e Ragusa, costituiscono alcune delle destinazioni vacanziere più ambite dai turisti di tutto il mondo , grazie anche alla presenza dell&#8217; Areoporto Fontanarossa di Catania che si trova a meno di un&#8217; ora da Rosolini.</p>
<p>Fra tutte le Città sopra citate, quella di Rosolini è particolarmente nota ed apprezzata per le  Cave e per i Siti archeologici, situata nella parte sud &#8211; occidentale della Provincia, ai piedi dei monti Iblei e a cavallo tra le province di Siracusa e di Ragusa.</p>
<p>A  Rosolini anche la Gastronomia ha lasciato le sue tracce archelogiche infatti dal “ Maccu ri favi “ che mangiarono gli antichi Greci, alla “ Capunatina “ di origine Araba, al “ Tummali” di origine Spagnola le specialità alimentari tipiche Rosolinesi denotano e specificano le origine delle popolazioni che attraverso i secoli hanno attraversato o anche dominato l&#8217; Isola.</p>
<p>Sono custodite qui a Rosolini delle ricette locali antiche che si possono ritrovare anche in altre parti dell&#8217; Isola ma che in ogni zona hanno un “ quid” che le caratterizza in base all&#8217; utilizzo in eccedenza o in carenza di certi elementi quali :l&#8217; aglio, la cipolla, l&#8217; aceto, il limone, l&#8217; origano, la noce moscata, l&#8217; acquavite e tale elementi aggiunti in maggiori o in minori quantità contribuiscono a creare e a realizzare un prodotto unico e tipico di quel paese  ed ogni paese ha quindi le proprie ricette che si diversificano da luogo a luogo, come ha sapientemente rivelato la Gentilissima Signora Corradina.</p>
<p>Appartengono alla tradizione culinaria locale le cosiddette “ Monache di casa “ ed erano alcune donne che preparavano i pranzi nuziali ed anche i pranzi di lutto “ Cunsuli “ oppure i dolci che si consumavano e che allietavano i periodi festivi, denominati “ Dolci di Riposto “ ed erano di squisita ed inimitabile fattura. Alcune di queste ricette continuano ad essere preparate anche nei giorni nostri, percui gli antichi sapori si ritrovano ancora intatti in pietanze moderne, come ulteriore conferma della ferma volontà di mantenere vivo il passato attraverso la modernità del tempo presente. Tra le minestre ricordiamo “ U &#8216; ncucciatieddu “ costituito da frustoletti di pasta di grano duro cucinati in un&#8217; amalgama di ricotta, acqua e pezzetti di zucca gialla previamente bollita. E ancora “ A pasta ca muddica “ pasta condita con mollica di pane brustolita, olio, aglio e formaggio pecorino. E poi “ I ravioli “ pasta di grano a formelle quadrate con ripieno di ricotta, uova e maggiorana, conditi con sugo di carne di maiale o di vitello. E poi ancora “ I maccaruna e i cavatieddi” pasta a pezzettini  e vuota all&#8217;interno perchè lavorata con un filo secco di grano “usu” o con un ago da calza “ cavati “ con le dita, conditi poi con sugo di carne di maiale, cosparsi di ricotta salata ed infornati. Altri piatti tipici sono costituiti dalle minestre di legumi, tra le quali “ I favi a&#8217; nzincaredda “ oppure “ U maccu lurdu “ fave cotte insieme a ceci, fagioli, lenticchie e lardo di maiale e questo era il tipico piatto popolare del giovedì grasso ed ancora “ I lolli no maccu “rollini di pasta amalgamati con il “ maccu” a base di fave sbucciate e poi ridotte a crema.</p>
<p>Tra le pietanze di carne oltre a “O farsumauru “ e “ oiaddu a gna minicoria “, particolarmente saporito è “ A gnieddu e u ciaurieddu  &#8216;nfurnatu“ e questo continua ad essere uno dei piatti più comuni di Rosolini in quanto qui l&#8217; attività della pastorizia seppure non sia più intensamente praticata come nel passato, continua però ad essere una attività fra le attività produttive di questo luogo. Un&#8217; altra pietanza tipica di Rosolini è “ U pisciruovu a rosalinara “ che è una sorta di omelette formata da uovo, copoletta soffritta, prezzemolo, pepe ed asparagi selvatici già cotti ed amalgati con ricotta. La tradizione della preparazione delle focacce è rimasta costante e continuativa negli anni ed occupa un posto di rilievo nella cucina locale e fra queste vi sono : “ A &#8216;mpanata “ pasta a dischi sovrapposti e ripiena di broccoli, di baccalà o di anguille consumata nel periodo natalizio, mentre nel periodo pasquale la pasta viene ripiena con carne di agnello e poi infornata. E poi ancora “A nfigghiulata “ e “ A cucca “ entrambe costituite da strisce di pasta stirate con il mattarello e poi farcite con elementi diversi</p>
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<p>E dulcis in fundo i dolci, fra i quali : “ I gravazzati “ striscia di pasta stirata con il mattarello e facita con un&#8217; amalgama di ricotta, pezzetti di cioccolato e zucchero a velo e poi ancora “ I pasti fuorti “ amalgama di farina, zucchero e albume  e “ I ramuzzi “ dolce preparato con impasto di farina e miele “ di satra “ e poi “ I mustazzola “ amalgama di farina e vino cotto ed ancora “ I ricci ri miennila” tipici dolci di mandorla, i cui semi sbucciati  triturati finemente si amlgamano ad albume e zucchero e sono a diposizione di tutti i buongustai che vorranno recarsi a Rosolini in quanto si possono assaporare nelle diverse pasticcerie della Città che li producono.</p>
<p>Questi sono solo alcuni dei tanti e validi motivi che rendono incantevoli questi luoghi ed anche assolutamente meritevoli di essere visitati e conosciuti ed è inoltre molto facile comprendere i motivi per i quali la gente del luogo rimanga così legata alle proprie radici anche se e quando è stata costretta ad allontanarsi pur conservando nel cuore il desiderio vivo ed urgente di farvi ritorno. Proprio in queste giornate prenatalizie  “ Sicilia Mondo “ che è l&#8217; Associazione Socio – Culturale dei Siciliani  e delle Eccellenze Siciliane nel mondo ha organizzato a Catania un incontro – studio con la presenza di 10 Siciliani Eccellenti che hanno arricchito l&#8217; immagine della Sicilia nelle Società e nelle Comunità che risiedono all&#8217; Estero. I 10 partecipanti sono stati scelti per sorteggio su una selezione di 40 corregionali dei 142 che sono entrati nel network “ Sicilia Mondo “</p>
<p>( <a href="http://www.sicilianinelmondo.net/">www.sicilianinelmondo.net</a> ) e questo network è il laboratorio di conoscenza e di ricerca dei Siciliani Eccellenti che occupano posti di responsabilità.</p>
<p>Tale incontro che si è tenuto nella giornata del 17- 12- 2011 presso l&#8217; Hotel Nettuno in Catania  e si è posto come obbiettivo quello di realizzare la conoscenza diretta delle persone, delle loro esperienze e delle loro proposte al fine di acquisire indicazioni utili per una Politica di Sviluppo della Sicilia e della sua Internalizzazione. All&#8217; incontro hanno presenziato e partecipato alcune Autorità locali importanti fra le quali l&#8217; Illustre Presidente della Regione Siciliana  Onorevole Raffaele Lombardo  e l&#8217;amico e Presidente dell&#8217; Associazione Italo- Siciliana in Santa Fe, il Maestro Giuliano Ovando Salemi Gugliotta, appositamente giunto dall&#8217; Argentina per partecipare a questo importante Incontro e Confronto intitolato “ Per restare nel moto di un mondo sempre più globalizzato ed esigente “. Inoltre nella medesima giornata di sabato 17 – 12 – 2011 la Regione Siciliana e</p>
<p>l&#8217; Assesorato ai Beni Culturali e all&#8217; Identità Siciliana – Registro delle Eredità Immateriali ha organizzato una Giornata di studio, intitolata “ Quali azioni per la salvaguardia, la divulgazione, la promozione e la fruizione delle eredità Immateriali Siciliane “ che si è tenuta presso C.I.A.P.I. &#8211; Priolo Gargallo – Siracusa. Presenti anche qui la Maggiori Autorità locali fra le quali il Prof. Egidio Ortisi, Presidente C.I.A.P.I., il Prof. Sebastiano Missineo, Assessore ai Beni Culturali e all&#8217; Identità Siciliana, il Prof. Aurelio Rigoli, Presidente della Commisione R.E.I. ( Il Registro delle Eredità Immateriali fra Tradizione, Cultura e Crescita dei Territori ).ed anche l&#8217; Autorevole Presidente dell&#8217; Associazione</p>
<p>“ Rosolinesi in Siracusa “ Corrado Di Stefano.</p>
<p>Dunque la Terra di Sicilia si propone e si adopera per essere quanto mai al passo con i tempi moderni che corrono per e attorno al mondo al pari di un treno di ultima generazione ad alta velocità, dove la Stazione Centrale rimane collocata da secoli nel cuore della splendida Isola di Sicilia che merita assolutamente di essere visitata e conosciuta perchè senza di essa, come hanno sostenuto  alcuni degli Illustri Visitatori del secolo scorso quali Goethe, Stendhal e Maupassant, non si sarebbe visitata l&#8217; Italia nella sua interezza e completa bellezza.</p>
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<p>Articolo di Rosetta Savelli</p>
<p>18  Dicembre  2011</p>
<p><a href="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/12/11022007203058.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-2049" title="11022007203058" src="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/12/11022007203058.gif?w=450&#038;h=391" alt="" width="450" height="391" /></a></p>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 15:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CANTIEREPERMANENTE</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<title>La  Settimana del Buon Vivere in Forlì</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 10:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CANTIEREPERMANENTE</dc:creator>
				<category><![CDATA[rosetta]]></category>
		<category><![CDATA[La Settimana del Buon Vivere]]></category>

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		<description><![CDATA[Campus Cloud event – tavolo n. 7 Curiosamente mi ritrovo a scrivere un articolo o più precisamente una sorta di diario sulla mia partecipazione ad un evento davvero meritevole e di grande successo, tenutosi in Forlì dal 3 al 9 settembre 2011 proprio oggi, nel giorno della scomparsa di Steve Jobs, al quale io mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantiereaperto.wordpress.com&amp;blog=12919873&amp;post=2025&amp;subd=cantiereaperto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;">Campus Cloud event – tavolo n. 7</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Curiosamente mi ritrovo a scrivere un articolo o più precisamente una sorta di diario sulla mia partecipazione ad un evento davvero meritevole e di grande successo, tenutosi in Forlì dal 3 al 9 settembre 2011 proprio oggi, nel giorno della scomparsa di Steve Jobs, al quale io mi sento di rivolgere un saluto e soprattutto un ringraziamento.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Steve Jobs, un grande pioniere che è riuscito a fare dei suoi sogni realtà e poi è riuscito anche a condivederli con l&#8217;intero pianeta.</p>
<p style="margin-bottom:0;">A tale proposito, l&#8217;invito a partecipare alla giornata di ieri 5 ottobre 2011, in qualità di 1 dei 116 Volontari scelti, svoltasi all&#8217; interno dello splendido Salone Comunale, così come lo ha definito</p>
<p style="margin-bottom:0;">l&#8217;illustre Prof. Renato Troncon ( coordinatore del “ Center for Aesthetics in Practice” di Trento ),</p>
<p style="margin-bottom:0;">mi è arrivato dall&#8217;amico “virtuale” Emilio Gelosi, conosciuto e frequentato principalmente attraverso le strade del web. La settimana del Buon Vivere, giunta alla sua seconda edizione, si era ufficialmente aperta lunedì 3 ottobre con una madrina veramente d&#8217;eccezione che proprio all&#8217; interno del Salone Comunale, alle ore 17.30 aveva dato ufficialmente il via, tagliando il nastro, fra il calore e l&#8217;entusiasmo dei partecipanti. Dopodichè nel pomeriggio, presso l&#8217; IRST di Meldola le make-up artist delle Tv nazionali e Simona Branchetti hanno riaperto “ l&#8217; Angolo dell&#8217; Armonia “, dedicato alle pazienti oncologiche.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Simona Branchetti è stata anche la moderatrice della tavola rotonda che si è tenuta discutendo sull&#8217; economia sostenibile, coinvolgendo illustri e prestigiosi Esperti.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Nel suo complesso la manifestazione era dedicata al Benessere Interno Lordo e all&#8217; economia responsabile, così come ha ben esposto Monica Fantini, durante il dibattito.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Monica Fantini è il direttore di Legacoop Forlì- Cesena ed è inoltre l&#8217;ideatrice della Settimana del Buon Vivere così come lei stessa chiaramente e precisamente ha dichiarato : “ Sarà il BIL ( Benessere Interno lordo ) il nuovo indicatore di sviluppo che presuppone una nuova chiave di lettura dello sviluppo economico, in cui la centralità della persona, del suo benessere, fatto di salute , di sicurezza, di coesione, di sostibilità, così come del suo stare in Comunità e in relazione con gli altri, diventa nella fase storica che stiamo vivendo, la base da cui ripartire non per superare una crisi ma piuttosto per affrontare il reale cambio epocale che la società si trova ad avere</p>
<p style="margin-bottom:0;">di fronte “.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ecco quindi che la Settimana del Buon Vivere si arrichisce di un valore aggiunto , perchè anziché pensare solo al brutto che realisticamente e quotidinamente la realtà già ci propone, questa Settimana raccoglie e riunisce da tutto il mondo, sia gente comune che Grandi Cervelli per discutere insieme sulla bellezza e sulle varie possibilità di renderla appunto possibile o quanto meno vivibile.</p>
<p style="margin-bottom:0;">All&#8217; interno di questo progetto si è cercato veramente di dire e di dare il meglio, coinvolgendo</p>
<p style="margin-bottom:0;">l&#8217;intera Città attraverso eventi, manifestazioni e dibattiti di altissimo livello qualitativo ed anche quantitativo , unito a Nomi Eccelenti del mondo dell Cultura e dello Spettacolo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Fondamentale per la buona riuscita dell&#8217; intera Settimana è stato l&#8217;apporto ed il supporto degli oltre 90 Volontari, tutti giovani e fortemente motivati ed appassionati e reclutati sia online che attraverso le bacheche universitarie e attraverso i luoghi di aggregazione giovanile della Città.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Io sono stata reclutata per la giornata di mercoledì 5 ottobre da Emilio Gelosi, quasi che appartenessi anche io alla categoria dei giovani, perchè sono stata contattata online e comunque ho partecipato con lo stesso entusiasmo convinto , tipico dei giovani.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">1</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">La giornata di ieri , quasi fosse una mela tagliata a metà, si divideva in due precisi ma anche complementari momenti che prendevano la loro forma e concretezza all&#8217; interno del Salone Comunale. Alla mattina il Salone presentava una sequenza ordinata di tavoli da lavoro dei volontari e nel pomeriiggio lo stesso Salone Comunale si trasformava in una sorta di palco o meglio auditorium, dove Nomi Illustri di Accademici coinvolgevano ed anche erudivano il pubblico attento., per premiare infine il gruppo di Volontari che meglio si era espresso sul tema proposto.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Alla mattina 116 Volontari scelti e caratterizzati da diversità sia culturali che anagrafiche e geografiche erano stati suddivisi in gruppi di 5 o 6 o 7 persone..</p>
<p style="margin-bottom:0;">Insieme per caso si potrebbe dire e si direbbe bene. In realtà non era un caso perchè è proprio</p>
<p style="margin-bottom:0;">dal “ basso”, dalla strada, dalla realtà e dal vissuto che si vive appunto e in primo luogo la Città.</p>
<p style="margin-bottom:0;">A ciascun gruppo veniva affidato un tema, sul quale discutere, scrivere ed infine creare anche un video clip. I 4 migliori video sarabbero stati infine premiati, dopo essere passati sotto l&#8217; attenta revisione di Massimo Cirri, altro ospite d&#8217; onore della Settimana del Buon Vivere.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Massimo Cirri è il conduttore radiofonico di Caterpillar, il famoso programma di RADIO RAI 2</p>
<p style="margin-bottom:0;">che conduce parallelamente allo svolgimento della sua professione di psicologo. Per l&#8217; occasione Massimo Cirri è stato anche l&#8217;abile moderatore del dibattito sostenuto dagli Illustri Ospiti Internazionali che si sono riuniti nel pomeriggio, e questa è stata la metà nobile della mela.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Nell&#8217;altrà metà della mela, quella più popolare ed eterogenea della mattina, io ero presente fra i 116 Volontari e per l&#8217;esattezza occupavo il tavolo n. 7 insieme a miei casuali compagni di idee e di lavoro per così dire.</p>
<p style="margin-bottom:0;">A noi è stato affidato il tema degli “ Spazi recuperabili “ e sinceramente penso che lo abbiamo svolto degnamente e con vero entusiasmo.Seduti al nostro tavolo n. 7 c&#8217;ero io che sono una scrittrice e che l&#8217; Esperto di Comunicazione Phil Taylor, di origine inglese e veramente degno del ruolo che ricopriva, sia per fervore dialettico che per simpatia, ha soprannominato pubblicamente</p>
<p style="margin-bottom:0;">“ Donald Reagan “ solo perchè l&#8217;ho salutato in lingua inglese e poi perchè mi sono permessa di dirgli che i miei libri sono archiaviati e catalogati presso la Biblioteca dell&#8217; Università La Trobe in Melbourne, dopo essere stata premiata e presente nell&#8217; Antologia A.L.I.A.S 2011 ( Accademia Scrittori. Italo Austrliani ). A questo ho poi aggiunto che io rappresento a livello Internazionale la Comunità Italiana- Siciliana d&#8217; Argentina in Santa Fe ed il mio ruolo consiste nel creare un ponte fra Italia e Argentina. Per questi motivi per Phil Taylor io ero ufficialmente “Donald Reagan “.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Va inoltre specificato che l&#8217; Illustre Phil non ha fatto dono della sua brillante ironia solo a me, ma veramente è stato generosissimo con tutti i presenti, sotto questo profilo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Seduti accanto a me al tavolo n, 7 c&#8217; erano la signora Marna, mamma di Gianni, molto cordiale ed attenta e con la Piazza Saffi della sua gioventù nel cuore, poi c&#8217;era Gian Luca, 21 anni, giovane musicista di Meldola con tutte le illusioni ma anche disillusioni tipiche della sua età, poi ancora Filippo, giovane e brillante architetto che già opera ed è attivo all&#8217; interno del progetto “ Spazi Indecisi” ed infine Eleonora brillante studentessa neo laureta che dalla Puglia è arrivata a Forlì e se ne è legata, al punto che vorrebbe conoscere meglio la storia e la tradizione del posto, per sentirlo ancora più suo questo posto.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Insieme abbiamo discusso, ragionato, scritto e filmano, con serietà, impegno e volontà.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Tutti uguali, tutti studenti e tutti desiderosi di fare qualcosa di significativo e di essere eventualmente anche premiati. Alla fine lo saremo tutti perchè i 16 video realizzati dai diversi gruppi saranno caricati su youtub, da martedì prossimo. C&#8217;era e si respirava anche un&#8217; atmosfera di fervore in quel Salone riempito da tante persone diverse che volevano dire la loro, ma veramente con l&#8217;intenzione di dire e di fare qualcosa di valido e di buono, in senso propositivo. E già questo rientrava pienamente nel tema proposto dalla Settimana del Buon Vivere.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">2</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Inutile aggiungere che la realizzazione e la fattibilità delle idee sono in conclusione, sempre un&#8217; altra questione perchè ieri mattina , noi abbiamo già realizzato qualcosa di positivo che rientra a pieno titolo nel BIL proposto dal direttore Marisa Fanelli e da tutti coloro che hanno lavorato e si sono impegnati affichè la manifestazione fosse veramente all&#8217; insegna del Buon Vivere.</p>
<p style="margin-bottom:0;">E soprattutto ci siamo divertiti, nello stare insieme per fare questo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Nel pomeriggio la Settimana del Buon Vivere si è brillantemente ed ufficilamente conclusa con il dibattito che ha coinvolto menti e cervelli davvero prestigiosi, tra i quali : Richard J. Jackson ( Chair of Environmental Health Sciences alla UCLA School of Public Health ) che trova fondamentale ritrovare un punto di contatto fra l&#8217;esperienza dei nonni ed il linguaggi virtuale e telematico delle New Generation, inoltre era presente Michael Mehaffy ( Presidente di Structura Naturalis Inc ), Phil Taylor ( esperto di comunicazione e consulente SCS ) e poi ancora era presente Bjorn Jensen in rappresentanza della Città danese di Albertslund che ci ha fatto quasi invidia, ma un&#8217; invidia sana e tutta da emulare, parlando delle loro biciclette danesi e della loro più che buona qualità di vita. Tra gli altri Esperti presenti Gaddo Morpurgo ( professore di Industrial Design all &#8216; Università di Venezia ), il quale fra l&#8217;altro ha sottolineato come i suoi studenti spesso pretendano ed intendano realizzare una creatività immediata e questo è un aspetto tipico della gioventù attuale che però è in contrasto con l&#8217;autenticità della creatività che spesso richiede più tempi e più relizzazioni, sia nella ideazione che nella progettazione ed anche nella realizzazione. Presente al dibattito anche il Prof. RenatoTroncon ( coordinatore del Center of Aesthetics in Pratctice “ di Trento) ed ancora Camporesi per la Cassa dei Risparmi di Forlì con le sue osservazioni giustamente a carattere pratico e pragmatico. E poi ancora è intervenuta l&#8217;architetto Elena Vincenzi che ha esposto il progetto ed il lavoro del suo Team “ Architetti di Strada “ che è un Gruppo di Lavoro del tutto innovativo e per certi versi un po&#8217; simile ai nostri Gruppi di Volontari scelti della mattina, dove per realizzare un concetto, a volte può succedre che partendo dal basso si possa arrivare all&#8217;alto e oltre. A lei i migliori auguri per la realizzazione del suo innovativo progetto di lavoro. L&#8217;anello di congiunzione di tutti questi Eccelenti Relatori è stato Massimo Cirri che sia con professionalità che con abilità e spontaneità ha brillantemente collegato e riunito tutti quanti, attorno al dibattito che è stato veramente interessante, impreziosito infine dal lavoro di traduzione simultanea messo a disposizione dalla “ griffata “ Scuola di Interpreti e Traduttori di Forlì, così come Phil Taylor l&#8217;ha giustamente ed allegramente definita“.per sottolinearne l&#8217;alta qualità.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Dunque la seconda edizione della Settimana del Buon Vivere si è conclusa avendo realizzato in pieno il proprio intento di pensare e di parlare e di lavorare per un ambiente che sia sempre più vivibile e dove l&#8217;abitante sia in sintonia prima ancora che in dissonanza con l&#8217;ambiente che lo ospita. Il binomio è inscindibile, non ci può essere l&#8217;uno senza l&#8217;latro e l&#8217;uno necessità dell&#8217;altro.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Un ringraziamento dunque ed infine a tutti coloro, singoli individui, gruppi, enti, sponsor, autorità e notorietà che si sono impegnati nella realizzazione di questo progetto utile e formativo ed anche divertente.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Rosetta Savelli 6 ottobre 2011</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="RIGHT">
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:medium;">
<p style="margin-bottom:0;font-style:normal;font-weight:medium;"><a href="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/10/310222_290512217625866_100000012703925_1256031_459481453_n.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2026" title="310222_290512217625866_100000012703925_1256031_459481453_n" src="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/10/310222_290512217625866_100000012703925_1256031_459481453_n.jpg?w=450&#038;h=253" alt="" width="450" height="253" /><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://cantiereaperto.wordpress.com/2011/10/09/la-settimana-del-buon-vivere-in-forli/"><img src="http://img.youtube.com/vi/rEHDmiY0Oc0/2.jpg" alt="" /></a></span></a></p>
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		<title>OSBORNE</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 13:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CANTIEREPERMANENTE</dc:creator>
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		<title>DOMINIQUE MALONGA CON IL CESENA A CASTROCARO TERME                                                                                      IN RITIRO PER 5 GIORNI.</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 12:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CANTIEREPERMANENTE</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per 5 giorni ed esattamente dall&#8217; 8 al 12 agosto 2011 Castrocaro Terme ha cambiato le tinte ai colori del suo cuore. Si è tolta il suo genetico binomio di colori che sono il Bianco ed il Rosso ( i colori del Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole ) per indossare un nuovo ma pur sempre elegante binomio di colori che sono il Bianco ed il Nero : i colori della Squadra di Calcio del Cesena.</p>
<p>Già da qualche anno infatti la Città termale e musicale di Castrocaro Terme ospita la Squadra del Cesena che alloggia nello storico e prestigioso Grand Hotel di Castrocaro Terme e che poi si allena, di giorno presso il Campo Sportivo Battanini. Sono ospiti graditi ed importanti e questo accordo è reciproco, perchè è proprio dopo questi ritiri estivi della Squadra presso il vicino Centro Termale che ha permesso al Cesena di rientrare in Serie A, oltre alla preparazione e alla abilità tecnica e professionale della Squadra intera e di tutto il suo Team sportivo.</p>
<p>Questi ospiti portano un fervore aggiunto a Castrocaro, infatti i Calciatori sono inseguiti ed attesi da folti gruppi di tifosi, in particolare dai più giovani, dalla new generation che vedono questi giovani giocatori, come delle vere Star e anche come dei miti da ammirare e da emulare.</p>
<p>Sono gli stessi folti gruppi di ragazzini che neppure un mese fa, inseguivano la nota Star musicale Nek che è stato l&#8217;ospite d&#8217;onore durante la serata della Finale dell&#8217; 54 Festival di Castrocaro Terme. Per Nek ritornare a Castrocaro, dopo 20 anni di grandi successi internazionali , è stata una vera emozione e in più mi ha riconosciuta all&#8217;istante, perchè 20 anni fa all&#8217;inizio della sua folgorante e straordinaria carriera musicale che partì proprio da Castrocaro Terme, Nek alloggiava nell&#8217;albergo che allora era di proprietà dei miei genitori. Dunque Castrocaro porta bene nel mondo ed anche nel mondo del Calcio.</p>
<p>Anche io mi sono ritrovata a subire il fascino ed il furore che questi giovani atleti hanno saputo suscitare nei folti gruppi di fans. E come molti altri sono andata a vedere i loro allenamenti presso il Campo Sportivo Battatini. Mi sono piaciuti. Fra di loro, uno in particolare mi ha colpita ed è stato Dominique Malonga perchè ha fatto amicizia con mio figlio Raffaele e poi ha avuto la perspicacia di dirgli e di dargli il consiglio giusto. Un consiglio che per me vale un Goal !</p>
<p>Dominique Malonga ha realizzato 10 goal da quando gioca nella Squadra del Cesena, prima con il numero 28 e poi con il numero 17. I suoi tifosi lo salutano e lo incoraggiano quando scende in campo e lo chiamano “ Mimmo”. Il consiglio che Dominique ha dato a mio figlio, vale per me come un Goal, questo è stato l&#8217;11 goal di Malonga da quando gioca nel Cesena.</p>
<p>Come molti o come tutti i ragazzini, nella età della pre- adolescenza anche mio figlio vuole fare il Calciatore e dopo avere visto tante Star sportive così dal vivo ed in più così cordiali e disponibili, se ne è convinto ancora di più, fino a confessare a Dominique la sua importante aspirazione.</p>
<p>Ed è qui che Dominique Malonga ha centrato il suo “ undicesimo goal “ presso il Cesena perchè ha risposto così a mio figlio :</p>
<p>“ Se vuoi giocare a Calcio ti devi divertire nel farlo, perchè il Calcio deve essere divertimento, ma prima è più importante che tu studi !”.</p>
<p>Ottima risposta. In un mondo sportivo, dove spesso si critica o si va a ricercare sempre lo scandalo, oppure si da una priorità assoluta principalmente al danaro, che un giocatore che per gioco forza, riveste anche il ruolo del personaggio noto e famoso da emulare, abbia risposto così spontaneamente e prontamente, secondo me merita un coro da parte della sua tifoseria, da goal appunto!</p>
<p>E così, tramite mio figlio Raffaele, ho deciso di raggiungerlo presso il Grand Hotel di Castrocaro Terme per chiedergli di raccontarsi a me.</p>
<p><a href="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/08/malonga01g.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2018" title="malonga01g" src="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/08/malonga01g.jpg?w=450" alt=""   /></a></p>
<p>Dominique Malonga si è reso subito disponibile, ma prima occorreva qualche altra autorizzazione dall&#8217; Alto. Gentilmente il Direttore Sportivo Maurizio Marin ha prontamente contattato l&#8217;Uffico Stampa del Cesena – Calcio, il quale a sua volta ha cortesemente concesso l&#8217;autorizzazione sia a Dominique che a me.</p>
<p>Dominique è un ragazzo dalla “ pelle color luna “, ha un viso aperto e sincero, con due grandi occhi calmi e fermi che rivelano un po&#8217; la sua indole quasi “ pigra” e che lo fanno apparire come un ragazzo tranquillo e controllato, mentre in realtà è un ragazzo emotivo che sa però controllare le proprie emozioni. E&#8217; molto simpatico, spontaneo e sincero ed inizia a raccontarsi a me.</p>
<p>E&#8217; nato a Parigi l&#8217; 8 gennaio del 1989 e la sua famiglia è francese, anche se è originaria del Congo.</p>
<p>Ha 22 anni, ma fin dall&#8217; infanzia lui pensava innanzitutto al pallone e ci credeva in sé. Con acume e perspicacia aveva capito ben presto che il primo a crederci, doveva essere proprio lui stesso.</p>
<p>I suoi genitori, almeno nell&#8217;età dell&#8217;infanzia, non prendevano troppo sul serio l&#8217;aspirazione di quel figlio che pensava quasi solo al pallone, al contrario dei suoi fratelli che erano più fiduciosi e convinti dell&#8217;eventuale futuro calcistico di Dominique.</p>
<p>D&#8217;altronde la passione era forte in lui, a tal punto che per giocare si faceva prestare le scarpe da calcio dagli amici più grandi e per questo era disposto a sopportare le sofferenze che solo le scarpe strette sanno procurare, quando ci si mette dentro un piede più grande.</p>
<p>Inoltre era appassionato anche di altre discipline sportive e fin da bambino preferiva seguire il ciclismo o il tennis a livello professionistico in TV, piuttosto che andare in piscina con gli amici o uscire con loro. A 7 anni giocava per tutta la giornata nel quartiere periferico di Chàtenay – Malabry, alcuni chilometri a sud di Parigi, dove era la sua casa al numero civico 92, lo stesso numero che Dominique sceglierà per scendere in campo con la Squadra del Torino per le sue prime partite in Serie A.</p>
<p>Da bambino, dai 7 ai 9 anni, si era iscritto alla Scuola di Calcio nel quartiere dove abitava .</p>
<p>A 13 anni si era trasferito ed iscritto alla Scuola di Calcio di Chateaux. Questa Scuola aveva ed ha come finilità quella di garantire una formazione a livello professionistico ai suoi allievi.</p>
<p>E in effetti qui la preparazione e la formazione sono molto buone e ad alto livello.</p>
<p>Dal lunedì al venerdì, Dominique frequentava la Scuola , dove il primo insegnamento era quello di essere continuativi nell&#8217; impegno calcistico, ma è anche in questa Scuola che insegnarono a Dominique il valore dello studio e della formazione culturale.</p>
<p>Ed in effetti le gambe possono lavorare meglio, quando vengono mosse e sorrette da un buon cervello. Il ragazzo si impegnava così anche nello studio con un buon rendimento, oltre all&#8217; impegnarsi nell&#8217; attività calcistica con altrettanto più che buon rendimento. Infatti la Squadra del Monaco lo aveva già prenotato anticipatamente di 2 anni , mentre frequentava la Scuola di Chateaux , cosicchè uscito da lì, Dominique sarebbe subito entrato nella Squadra del Monaco, dove si poteva vivere e si respirare un sapore decisamente professionistico.</p>
<p>Dominique ricorda molto bene che di quei 60 e più ragazzi che frequentavano la Scuola insieme a lui, solo in pochi e anzi pochissimi ( 3 o 4 ) sono riusciti ad affermarsi al livello professionistico. I più si sono fermati prima, colti dallo sconforto o dalla rinucia e dalla sfiducia.</p>
<p>Ecco perchè per Dominique Malonga è sempre stato fondamentale il crederci anche a dispetto delle possibili situazioni avverse o delle possibili opinioni altrui avverse.</p>
<p>Avere molta fiducia ed una costante convinzione e determinazione del proprio obiettivo da raggiungere, congiunte con una mano ben disposta da parte della buona sorte, perchè la fortuna aiuta sempre nella vita, sia gli audaci che i non audaci !</p>
<p>Così a 15 anni entra nella Nazionale Monegasca e questa fu per lui un&#8217;esperienza tanto bella quanto dura, in eguale misura, giocando nella Serie C2, nella sfera dedicata alle promesse più giovani, promesse che sono però anche già certezze.</p>
<p>Dopo 2 anni qualcosa all&#8217;interno del Monaco cambiò o meglio si rallentò, perchè Dominique non si decideva a firmare un contratto più duraturo con la Squadra, in attesa anche di nuove e più professionistiche proposte e questo temporeggioare maldisponeva la Squadra del Monaco nei confronti di Dominique che silenziosamente lo bloccava, non facendolo giocare nelle partite più importanti, aggiunto questo ad una frattura alla caviglia..</p>
<p>Dominique ne soffrì per questo , ma non perse né la fiducia e né la determinazione nel volere fare e dare di più. Qundo in seguito Malonga entrerà a fare parte della Squadra del Torino, giocando in Serie A, riceverà anche la soddisfazione di sentire le scuse a suo favore da parte della Dirigenza della Squadra del Monaco per averlo bloccato nella sua smania e nel suo progetto di giocare e di vincere.</p>
<p>D&#8217;altronde la Squadra del Monaco lo aveva formato e preparato calcisticamente parlando e lo aveva preparato a livello professionistico, permettendogli di andando in crescendo e di rendere ogni anno di più, dal primo al terzo anno, fino a quel tempo di arresto finale dove Malonga non si decideva a firmare ed in più la frattura alla caviglia , gli faceva allungare ancora di più il tempo della risposta.</p>
<p>A 17 anni molti Club Sportivi lo richiedevano, ma Dominique non aveva urgenza di concludere i contratti perchè era determinato nell&#8217; aspettare la proposta giusta e cioè quella che gli permettesse di entrare a pieno titolo nel mondo del Calcio.</p>
<p>Il passaggio dal Monaco al Torino non fu un passaggio facile. Dominique aveva ricevuto offerte anche dall&#8217; Inghilterra e dalla Spagna, ma aveva scelto l&#8217; Italia e la Squadra del Torino perchè finalmente qui poteva entrare ufficilamente nella Serie A.</p>
<p>All&#8217; arrivo in Italia, fu tuffatto tutto in un colpo , nella lingua italiana, che ora parla piuttosto bene, ma che allora era una limgua sconosciuta come tante altre, in suo aiuto possedeva solo un testo di grammatica che gli aveva donato la sua insegnante.</p>
<p>Nella Squadra del Torino Dominique Malonga era determinato a dimostrare tutto il suo valore. Il ritiro era andato bene e lui aveva scoperto anche tutto il calore della tifoseria che è importante e che aiuta il Calciatorenella propria stima e fiducia.</p>
<p>La prima partita la giocò contro il Siena nel 2007/08, entrò in campo controllato e determinato e giocò bene. Ma fu nella partita contro il Catania che segnò il suo primo goal, con la maglia numero 92 del Torino ( il numero civico di casa sua) e fu questo goal a fargli scoprire la gioia unica che il goal sa regalare a chi lo sa realizzare. Una gioa immensa, un tuffo dentro che ti porta e rimbalza in alto, che più in alto non si può e non lo dimentica più, per tutta la vita.</p>
<p>Un&#8217;altra emozione intensa fu la partita giocata all&#8217; Olimpico di Roma e il Calciatore che gioca nel ruolo di attaccante come Malonga ha bisogno di essere mosso e spinto da forti emozioni.</p>
<p>A Malonga sono particolarmente cari i Cori dei suoi Tifosi che affettuosamente lo chiamano;</p>
<p>“ Mimmo”.</p>
<p>Nella Squadra del Torino, per i primi 6 mesi, Malonga ha giocato e reso più che bene, poi qualcosa si è un po&#8217; adombrato e lui faceva fatica ad essere sempre regolato e disciplinato. Nel secondo anno si era affidato ad un preparatore , affinchè lo sostenesse e lo indirizzasse per arrivare a dare il meglio di sé. Con De Biasi l&#8217; intesa era sempre stata più che buona.</p>
<p>Durante la Coppa Italia 2009, nella sua prima partita da titolare, un avvenimento spiacevole lo rallentò e un impatto imprevisto con De Rossi gli procurò una frattura alla gamba.</p>
<p>Questi incidenti sul campo sono messi in conto in anticipo dai Giocatori, ma quando capitano fanno male fuori , ma ancora di più dentro ed infatti a Malonga fecero un male che gli procurò molta rabbia, non verso De Rossi ovviamente, ma più in generale contro la sorte.</p>
<p>Il Mister però lo sostenne e lo incoraggiò, convincendolo che tutto sarebbe andato a posto ed in effetti così è stato.</p>
<p>All&#8217; interno della Squadra del Torino però qualcosa era cambiato, il Torino era retrocesso in Seri B e così il suoProcuratore Federico Pastorello e il Dirigente del Torino, Novellino che aveva sostituito De Biasi, gli consigliarono di trasferirsi in un&#8217;altra Squadra e gli consigliarono il Foggia , nella Serie C1.</p>
<p>A Foggia il salto fu marcato e qui Malongà fece fatica a tirare fuori il meglio di sé. In 10 partite segnò 1 goal. Ma dopo 3 mesi arrivò la Squadra del Cesena a cambiare di nuovo la sua sorte , dopodichè sia lui che il Cesena sono cambiti insieme perchè è anche con lui, fra la Rosa dei giocatori, che il Cesena è risalito in Serie A. Evento questo che ha contribuito molto a gratificare Malonga come giocatore, insieme a Tutta la Squadra ovviamenteed anzi insieme all&#8217; intero Team Professionale.</p>
<p>Dominique ha un buonissimo rapporto con tutti i giocatori della Squadra e con l&#8217; intero Staff ed anche questo gli ha permesso di realizzare 10 goal in tutte le partitegiocate fino ad ora con i Colori Bianco e Nero, indossando la maglia prima numero 28 e poi numero 17.</p>
<p>Vive bene in Romagna e si trova bene con i Romagnoli che secondo lui sono generosi e passionali. Forse si è più abituato all&#8217; Italia e si è più dimenticato della Francia perchè :</p>
<p>“ erano rimasti solo quei numeri “, mi ha detto, di risposta alla mia domanda sul perchè della scelta di quei numeri.</p>
<p>Malonga ha anche una grande passione per la Musica e la Danza, in particolare per quella Africana, la Danza Zouk che è una Danza Afro- Caraibica che sta incominciando ad essere conosciuta ed apprezzata anche da noi. La Danza Zouk è caratterizzata da due diversi stili : Kizomba e Kuduro, quest&#8217;ultima si sta diffondendo ultimamente soprattutto nella sua espressione più techno. Invece la Danza Zouk è un ballo più romantico e classico che si balla molto uniti ed è una sorta di mix da bachata e tango argentino. Dominique preferisce questo genere musicale più che la Musica House o Techno. E forse saranno anche i suoi gusti musicali, allegri e solari a renderlo simpatico e disponibile. Castrocaro Terme è ben lieta di avere ospitato la Squadra del Cesena e di avere cambiati i Colori del proprio cuore per questi 5 giorni : da Bianco e Rossi a Bianco e Neri, auspicando un&#8217; ottima stagione calcistica all&#8217; intera Squadra.</p>
<p>Rosetta Savelli 12 agosto 2011</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 06:23:16 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/06/baci_rubati.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2004" title="baci_rubati" src="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/06/baci_rubati.jpg?w=450" alt=""   /></a></p>
<p><a href="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/06/bacio-vancouver-110618124613_big.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2002" title="bacio-vancouver-110618124613_big" src="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/06/bacio-vancouver-110618124613_big.jpg?w=450&#038;h=300" alt="" width="450" height="300" /></a><a href="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/06/doisneau-le-baiser-de-l_hotel-de-ville2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2003" title="doisneau-le-baiser-de-l_hotel-de-ville2" src="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/06/doisneau-le-baiser-de-l_hotel-de-ville2.jpg?w=450&#038;h=361" alt="" width="450" height="361" /></a><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://cantiereaperto.wordpress.com/2011/06/22/baci-rubati/"><img src="http://img.youtube.com/vi/JgOaXInD3Rs/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cantiereaperto.wordpress.com/2001/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cantiereaperto.wordpress.com/2001/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cantiereaperto.wordpress.com/2001/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cantiereaperto.wordpress.com/2001/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cantiereaperto.wordpress.com/2001/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cantiereaperto.wordpress.com/2001/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cantiereaperto.wordpress.com/2001/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cantiereaperto.wordpress.com/2001/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cantiereaperto.wordpress.com/2001/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cantiereaperto.wordpress.com/2001/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cantiereaperto.wordpress.com/2001/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cantiereaperto.wordpress.com/2001/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cantiereaperto.wordpress.com/2001/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cantiereaperto.wordpress.com/2001/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantiereaperto.wordpress.com&amp;blog=12919873&amp;post=2001&amp;subd=cantiereaperto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>SAPERE, CONOSCERE E DIRE CHI SIAMO ATTRAVERSO MUSICA, PENSIERI E PAROLE.</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 06:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CANTIEREPERMANENTE</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Rosetta Savelli IL Corriere Elorino, cerca di sviluppare il suo storico lavoro nel Litorale Argentino e sotto questo aspetto assume un ruolo ed un compito veramente importante perchè nulla è in grado di specificare la propria identità come la conoscenza delle proprie radici. Radici intese come Appartenenza, come Lingua, come Cultura e come Dna. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantiereaperto.wordpress.com&amp;blog=12919873&amp;post=1999&amp;subd=cantiereaperto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Rosetta Savelli</p>
<p>IL Corriere Elorino, cerca di sviluppare il suo storico lavoro nel Litorale Argentino e sotto questo aspetto assume un ruolo ed un compito veramente importante perchè nulla è in grado di specificare la propria identità come la conoscenza delle proprie radici. Radici intese come Appartenenza, come Lingua, come Cultura e come Dna. Solo sapendo da dove si viene, si può sapere dove si va e soprattutto dove si vuole andare. Il Corriere Elorino, nato a Rosolini nel 1985, non è più solo un quindicinale locale, seppure di rilevante importanza, ma intende essere anche molto di più perchè si propone di informare, di aggiornare, di coinvolgere e di ricordare a tutti i suoi lettori, nati nell&#8217; Italica Terra, quali siano le proprie radici e da quali qualità siano contraddistinte e specificate. Il Corriere Elorino si fa quindi portavoce della realtà locale nella quale è sorto, ma perseguendo contemporaneamente il preciso intento di creare un costante ed aggiornato collegamento e riferimento con tutte le appartenenze che solo fisicamente sono distanti dal luogo di origine. Ed ecco l&#8217; importanza di questo mezzo di comunicazione e di comunione che accorcia le distanze e conserva viva ed attenta sia la memoria che l&#8217;appartenenza. Questo mezzo di informazione è diventato una vera e propria istituzione che racconta, rivela ed aggiorna sugli aspetti locali della politica, della cronaca, dello sport e della cultura, qui li raccoglie e poi li dirama ai suoi lettori, sparsi nel mondo ( Argentina, Australia e Svizzera) con il preciso intento di riunirli nella loro appartenenza e nella loro identità. Ed è questa la principale caratteristica in grado di fare divenire il Corriere Elorino un punto di riferimento e di collegamento. Sotto il profilo culturale va segnalato l&#8217; impegno fervido e costante di Giuliano Ovando Salemi che è il Coordinatore Generale e Direttore delle Bande dei Comuni di Hughes e Chabàs, il quale avendo colto in pieno l&#8217; importanza di tale mezzo di comunicazione e di divulgazione, si propone e si impegna incessantemente nell&#8217; intento di sviluppare la Cultura Italo Siciliana nella Regione Litorale, facendo arrivare nuovamente alla Colletività Italo Siciliana di Franck il Corriere Elorino. Il Comune di Franck è una colonia di Emigranti di diverse origini, raccolte in un&#8217;unica e forte Comunità. L&#8217; impegno di Giuliano Ovando Salemi si propone di sollecitare e di incrementare lo sviluppo delle sonorità della Banda Giovanile che è stata creata il 15 aprile 2011, sotto la gestione del Prof. Sebastiano Borgono e Nestor Piaggentini e sotto la Direzione Generale dell&#8217; Istituzione del Mtro, Ovando Salemi. Contemporaneamente e parallelamente Giuliano Ovando Salemi si impegna nella divulgazione della informazione giornalistica, informazione che si propone di essere chiara, attenta, moderna ed aperta a tutti i continui mutamenti e sviluppi della società contemporanea, tenendo sempre a mente però le proprie radici e le proprie origini. Ed ecco l&#8217;importante contributo di Giuliano Ovando Salemi, originario di Rosolino e già dedito a promuovere e a sviluppare le conoscenze e le qualità della propria Terra di origine, impegnato nella distribuzione gratuita del giornale il Corriere Elorino che nella Regione Centrale della Provincia di Santa Fe, è considerato come il mezzo di informazione più rappresentativo della Cultura Siciliana e della realtà quotidiana della Città di Rosolino. L&#8217;intento di Giuliano Ovando Salemi è quello di allargare continuamente ed ulteriormente gli orizzonti culturali e sociali, espandendo la distribuzione del Corriere Elorino anche a Nord della Provincia di Santa Fe con il chiaro e preciso intento di perseguire e di nutrire una Cultura di ampliamnento e di sviluppo, capace di unire e di fortificare la Collettività Siciliana di Santa Fe, attraverso la sua storia fatta di momenti difficili uniti a momenti di grande impegno per ritrovare forza e sviluppo sia nel presente che nel prossimo futuro, nel ricordo vivo e costante delle proprie radici e delle proprie origini. E&#8217; questo il gemellaggio che Giuliano Ovando Salemi si propone di portare avanti e di fare crescere con passione e dedizione, perchè non c&#8217;è nulla come la Musica , i Pensieri e le Parole che riescano a tenere svegli e vivi sia il proprio cuore che la propria mente da porre e da predisporre al servizio della Collettività. Articolo di Rosetta Savelli, scrittrice in collaborazione con .Giuliano Ovando Salemi Gugliotta, coordinatore generale e direttore delle Bande dei Comuni di Hughes e Chabàs ( Santa Fe ) 20 giugno 2011</p>
<p><a href="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/06/banda1885.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2010" title="banda1885" src="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/06/banda1885.jpg?w=450&#038;h=314" alt="" width="450" height="314" /></a></p>
<p>Rosetta, ti invio il &#8220;corpo&#8221; del articolo che mi hanno chiesto a Sicilia, ma vorrei che anche il tuo nome sia mezzo come traduttore &#8220;aiutandomi&#8221;.- guardalo e fammi il favore, con tempo, di sistemarlo, e farlo più lungo, più ricco di argomenti culturale e della importanza del giornalismo e dellos viluppo della cultura italiana nel mondo. &#8220;alcune linee&#8221;.-</p>
<p>Cercando continuare con il incarico di sviluppare la cultura italo siciliana nella regione Litorale, adesso delle mani del programma provinciale, departamentale di Bande giovanile Comunitarie, del Mtro. Giuliano Ovando Salemi coordinatore generale e direttore della Bande dei Comuni di Hughes e Chabás, il cui ha fatto arrivare nuovamente alla collettività Italo siciliana di Franck, il “Corriere Elorino”, il cui si trova sotto il aiuto del Comune, a tutti quelli siciliani che hanno bisogno di imparare, di un giornalismo chiaro, nelle matrice culturale e di sviluppo socio culturale Italico. Come si vede nella fotografia, adesso la banda Comunale, anche aiuta a fare conoscere il lavoro giornalistico, non solo nella comunità italiana, giá che il comune di Franck, e una colonia di emigranti di diverse origine comunitario. La banda Infanto Giovanile, e stata creata, il 15 di aprile 2011, sotto la gestione del Prof. Sebastiano Borgono e Nestor Piaggentini, sotto la direzione Generale della istituzione del Mtro, Ovando Salemi. Un giornale considerato nella regione centrale della Provincia di Santa Fe, come il più rappresentativo della cultura siciliana e la cotidinita Rusolinara in Argentina, adesso accompagna con una grande crescita continua, al nord della provincia, grazie alla nuova distribbuzione gratuita fatta, per il Mtro. Giuliano Ovando Salemi, di origine Rusolinaro e di grande stima e di lavoro per la realtà Rusolinara nella Regione. Un giornale che cerca in Argentina di diventate leggendarie e pienamente tradizionale. Avvicinando quelli momento di decenni di momenti di crisi e difficoltà, della collettività siciliana a Santa Fe, e quelli grandi momento di gestione e sviluppo comunitario di ogni gestione storiche, che per il momento solo cerca rinascere grazie al gruppo di gestione giovanile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(l&#8217;immagine vuole soltanto creare una suggestione, infatti si riferisce alla banda del comune di villafranca nel piemonte) 1885)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cantiereaperto.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cantiereaperto.wordpress.com/1999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cantiereaperto.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cantiereaperto.wordpress.com/1999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cantiereaperto.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cantiereaperto.wordpress.com/1999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cantiereaperto.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cantiereaperto.wordpress.com/1999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cantiereaperto.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cantiereaperto.wordpress.com/1999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cantiereaperto.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cantiereaperto.wordpress.com/1999/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cantiereaperto.wordpress.com/1999/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cantiereaperto.wordpress.com/1999/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantiereaperto.wordpress.com&amp;blog=12919873&amp;post=1999&amp;subd=cantiereaperto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>domesticazione</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 22:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CANTIEREPERMANENTE</dc:creator>
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		<category><![CDATA[androclo della casa]]></category>
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		<description><![CDATA[È facile presumere che, fin dai tempi più remoti l’uomo abbia selezionato gli animali che dimostravano minore timore per l’uomo stesso e che quindi avevano minore tendenza a riconquistare la libertà. Il cane (come il lupo) è un animale che ha una struttura sociale ben radicata e riconosce il capobranco nella persona che lo alleva, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantiereaperto.wordpress.com&amp;blog=12919873&amp;post=1991&amp;subd=cantiereaperto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/05/dallacasa_androclo_leone_1929909556.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1992" title="dallacasa_androclo_leone.jpg_1929909556" src="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/05/dallacasa_androclo_leone_1929909556.jpg?w=450" alt=""   /></a><a href="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/05/domesticazione-jpg.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1993" title="domesticazione-jpg" src="http://cantiereaperto.files.wordpress.com/2011/05/domesticazione-jpg.jpg?w=450&#038;h=283" alt="" width="450" height="283" />È <em>facile presumere che, fin dai tempi più remoti l’uomo abbia selezionato gli animali che dimostravano minore timore per l’uomo stesso e che quindi avevano minore tendenza a riconquistare la libertà. Il cane (come il lupo) è un animale che ha una struttura sociale ben radicata e riconosce il capobranco nella persona che lo alleva, specialmente se il rapporto è stabilito in giovane età; cosa che si suppone si sia verificata quando qualche nostro antenato (cacciatore-raccoglitore) sia venuto in contatto con cuccioli antenati dei cuccioli del moderno cane, dei quali presumibilmente poteva aver ucciso la madre o averne scoperto la tana durante una assenza della stessa. </em><br />
<em>La presenza di razze ben distinte (quindi con fissazione di diversi caratteri, sia morfologici che comportamentali), avvenne già in epoca molto antica in Oriente e nel Medio Oriente; vedi l’antico molosso assiro, impiegato nella guerra (la cui origine,come quella di tutti gli attuali molossi, è verosimilmente ascritta all’antico Mastino Tibetano) ed i levrieri degli antichi Egiziani, nonchè, in epoca Romana la descrizione di razze da guardia, caccia e pastore di Columella.</em><br />
<em>Nel Nord America la più antica razza esistente è il cane nudo messicano o Xoloitzcuintle, che presenta, curiosamente, sequenze identiche o molto simili a quelle di altre antiche razze del Vecchio Mondo (Vilà et al. 1999) attualmente presenti nel bacino Mediterraneo e, come da essi stessi notato, non con altre popolazioni di lupi presenti del Nord America. Ciò, può darci un’idea dell’incertezza che tutt’ora regna, nella letteratura scientifica, nell’attribuzione dell’origine delle varie razze canine. </em><br />
<em>Altre razze di cani molto antiche sono il dingo ed il cane canoro della Nuova Guinea che presentano una maggiore diversità genetica rispetto alle altre, verosimilmente dovuta all’isolamento ed alla piccola dimensione delle popolazioni di fondazione; si pensa che queste razze siano state introdotte circa 6000 anni fà da antichi viaggiatori (Corbett 1995).</em><br />
<em>Riguardo alle modificazioni indotte dal processo di domesticazione nei caratteri morfologici e comportamentali è da segnalare quanto riportato da esperimenti (Trut 2001) di domesticazione effettuati su volpi rosse (vulpes vulpes), in Siberia, nei quali si è visto che nelle linee di animali selezionati per la domesticazione, nell’arco di 8-10 generazioni, si sono avute modificazioni interessanti non solo dei caratteri comportamentali (comportamento simile al cane, minor timore dell’uomo, gelosia rispetto ad altri simili, tendenza a seguirel’uomo), ma anche tutta una serie di modificazioni di caratteriRiguardo alle modificazioni indotte dal processo di domesticazione nei caratteri morfologici e comportamentali è da segnalare quanto riportato da esperimenti (Trut 2001) di domesticazione effettuati su volpi rosse (vulpes vulpes), in Siberia, nei quali si è visto che nelle linee di animali selezionati per la domesticazione, nell’arco di 8-10 generazioni, si sono avute modificazioni interessanti non solo dei caratteri comportamentali (comportamento simile al cane, minor timore dell’uomo, gelosia rispetto ad altri simili, tendenza a seguire fisiologici (accelerata apertura degli occhi e risposte a stimoli uditivi, risposta alla paura ritardata, precocità della sfera ormonale sessuale), morfologici (ritardata erezione del padiglione auricolare, coda arricciata, nonché modificazioni craniologiche come accorciamenti della lunghezza, aumento in larghezza e presenza di brachignatismo) e del mantello (presenza di mantelli variegati, con macchie bianche, di estensione via via maggiore, e quindi con interessamento dei loci ‘ estension, E’, ‘Agouti, A’ e‘spotting, S’ ). Da questi studi emerge che i ‘sistemi genetici neurotrasmettitori’ sono il bersaglio della pressione selettiva per il comportamento. Le attività dei neurotrasmettitori serotonina, noradrenalina e dopamina risultavano modificate nelle volpi della linea domesticata. La serotonina è conosciuta avere un ruolo importante nell’inibizione del comportamento aggressivo ed è coinvolta nella regolazione della divisione cellulare e dell’attività migratoria del materiale cellulare embrionale. Cambiamenti nelle attività dei sistemi neuroormonali e neurotrasmettitori producono destabilizzazioni dei parametri temporali dello sviluppo. Quindi, pur riconoscendo che non potremo mai sapere quale sia stato il corso evolutivo del cane, possiamo usare i risultati di questi esperimenti per ipotizzare parte del corso stesso.</em><br />
<em>Si pensa che la selezione per la diminuità reattività dei sistemi recettori (diminiuto comportamento esplorativo, minore risposta agli stress ed alla paura, e maggiore docilità), abbia riorganizzato il comportamento del cane e abbia indotto anche la manifestazione degli altri caratteri fisiologici e morfologici propri (precocità, coda arricciata, brachignatismo, ecc..) delle razze canine più selezionate e, in generale, più diverse dal lupo. È importante notare che questi studi confutano le esistenti teorie che volevano che il cane fosse rimasto inalterato per lungo tempo. Infatti, in seguito a forte pressione selettiva per la domesticazione nelle volpi, nell’arco di 40 anni, si sono avute modificazioni importanti, analoghe a quelle presenti in molte razze canine attuali. Questa selezione può essere vista come la chiave ed il meccanismo universale della riorganizzazione evolutiva degli animali durante la storia della loro domesticazione.</em></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cantiereaperto.wordpress.com/1991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cantiereaperto.wordpress.com/1991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cantiereaperto.wordpress.com/1991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cantiereaperto.wordpress.com/1991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cantiereaperto.wordpress.com/1991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cantiereaperto.wordpress.com/1991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cantiereaperto.wordpress.com/1991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cantiereaperto.wordpress.com/1991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cantiereaperto.wordpress.com/1991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cantiereaperto.wordpress.com/1991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cantiereaperto.wordpress.com/1991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cantiereaperto.wordpress.com/1991/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cantiereaperto.wordpress.com/1991/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cantiereaperto.wordpress.com/1991/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cantiereaperto.wordpress.com&amp;blog=12919873&amp;post=1991&amp;subd=cantiereaperto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 21:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CANTIEREPERMANENTE</dc:creator>
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