di Francesca Mazzucato
@samuelbeckett_ what would I do what I did yesterday and the day before
citazioni esplorano il mio stato d’animo con allarmante precisione
la realtà ha gia tutto
it is already here dice il maestro rodney smith
eppure qui riporta solitudine che occulto
alla bellezza, drammatica bellezza, a lei ritorno
E quando la bellezza diventa la bellezza che fa male
ho questi sussulti
cose verdi non di carta velina
cose vere e non aleatorie e volatili
le parole insistono carezzano, intorbidano, si dispiegano implacabili
Le parole devono risuonare
Smarrire la polvere dell’abuso, devono, le parole
Rimpiangono, angosciano( frames, ad esempio), desistono.
…
ultimo nastro nella notte di krapp
io sono krapp io mi sento come krapp
io non ho nastri
krapp registrava nastri
beckett e beckett e ancora
e nessuno ha tempo
atroce la parte di tempo che si fa non-tempo
mistifico mistifichiamo
solitudine che occulto
…
Corro dalle scadenze, loro, in me ripongono speranze.
la perla come la luna, se calante o crescente, si vedrà
Il desiderio declinato. E la notte. E le luci di QUELLA notte
sulla pelle inesorabilmente segnando tracce
Variazioni
polvere sangue e ferro, le dita ferite
notare la foto ( insieme alle parole, alle parole accanto)
(questa beckett -ossessione non so se possa essere ancora guaribile)
e’ questo, è il teatro dell’assurdo che si è fatto carne, come il verbo, come tutti i verbi, e anche i soggetti.
…
tante parole da rinnovare, spolverare, rendere strumento
disattenta traballo
cerco in immaginabili evidenze tangibili
in immaginabili forme manifesti
cerco soltanto paradisi
…
corteggio il calore di abissi che sembrano inferni
fra desistenze sofferenze e seduzioni
per affondare fra gli umori cangianti
c’e solitudine fuori ma una folla dentro .me. qui.
volevo strappare all’oblio un esperimento in tempo reale
Falsato da note e da fabbricanti di sogni
Ricordo forgiato su ansie e bisogni
Voglia di carezze, ancora.
Corteggiare le destinazioni irrequiete
Corteggiare la pericolosità
Ho scritto non è mai abbastanza nulla è mai abbastanza.
(editing Antonio Prenna)
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luglio 19, 2010 alle 9:58 pm |
Nel bel mezzo di questa seducente Beckett – ossessione dalla quale forse Francesca non guarirà mai, commuove quando la bellezza diventa bellezza che fa male, fra i sussulti di cose verdi non di carta velina ma di cose vere e non aleatorie e volatili. Rosetta
agosto 31, 2010 alle 7:44 am |
[...] Antonio Prenna nel suo “Cantiere Permanente” mi ha coinvolto in questo stimolante esperimento, RETWITTING, che si è sviluppato anche qui. Io avevo fatto un esperimento simile, qui, su Erotic Notes, [...]